Società agricole: sì alle agevolazioni ICI (ed IMU) sui terreni a conduzione diretta.

Le società sono considerate imprenditori agricoli a titolo principale qualora lo statuto preveda quale oggetto sociale l'esercizio esclusivo dell'attività agricola e, nel caso di società di persone, qualora almeno la metà dei soci sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale. Questo il principio affermato nella Sentenza 30 aprile 2019, n. 11415

3 Maggio 2019|Categories: News|Tags: , , , , , , |0 Comments

Siamo online col numero 53…

Esce oggi in rete il numero di aprile della nostra rivista on line. Con un editoriale che torna a trattare dell’annoso tema degli incentivi economici all’attività di accertamento e approfondimenti su molti temi di attualità. Tra essi segnaliamo il “Decreto crescita” con la cancellazione della condizione d’iscrizione all’AIRE dei lavoratori all’estero per usufruire delle agevolazioni;

30 Aprile 2019|Categories: News|0 Comments

Responsabilità penale del liquidatore per omesso versamento: non è configurabile in mancanza di risorse.

Con riguardo alla responsabilità penale del liquidatore di società per il mancato versamento delle imposte, allorquando il debito si sia formato nel periodo di gestione di precedente organo amministrativo e l'omissione sia dovuta ad assenza della necessaria provvista non imputabile al liquidatore, non si configura il reato di cui all’articolo 10-ter del D.Lgs. 70/2000 a

Sequestro finalizzato alla confisca per equivalente: nei reati dichiarativi la somma non comprende le sanzioni.

La Sentenza n. 17535 depositata il 24 aprile 2018 della III Sezione Penale della Corte di Cassazione (Pres. Lapalorcia, Rel. Corbetta)  si occupa della esatta quantificazione della garanzia patrimoniale in caso di sequestro per equivalente per reati tributari, con riferimento al delitto di cui all'art. 5 d.lgs. n. 74 del 2000 (omessa dichiarazione). Si verte

Somme corrisposte dalla società ai soci accomandatari: non assimilabili a compensi da lavoro dipendente. Nullo l’accertamento fondato su tale assunto.

L’Ordinanza 18 aprile 2019, n. 10910 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Cirillo, Rel. d’Orazio) accoglie il ricorso di una società in accomandita semplice nel contesto di una vicenda  originata da un accertamento fondato su una ricostruzione del reddito, in verità  piuttosto fantasiosa, basata sull’assunto che le somme attribuite ai soci accomandatari si

Ammortamento deducibile anche nell’anno in cui il bene non è stato utilizzato nel processo produttivo. L’inerenza va riferita all’attività economica e non al singolo rapporto costo/ricavo.

Sulla linea di un recente ma ormai consolidato orientamento della Corte in tema di inerenza va a collocarsi l’Ordinanza 18 aprile 2019, n. 10902  della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria (Pres. Cirillo, Rel. Guida). Il Collegio svolge una approfondita analisi in tema di inerenza dei costi con riferimento alla tesi dell’Agenzia delle Entrate la quale

Contraddittorio endoprocedimentale preventivo e accertamenti analitico-induttivi: qualche lecito dubbio.

Ci è capitato oggi di leggere due pronunce della Suprema Corte degli ultimi giorni, ambedue in tema di accertamenti analitico-induttivi. Si tratta della Ordinanza 12 aprile 2019, n. 10382 della VI Sezione (Pres. Greco, Rel. Luciotti) che fa riferimento ad un accertamento basato su un non meglio specificato “metodo parametrico” e della Ordinanza 17 aprile

Notifica presso la residenza del contribuente: va riferita alle risultanze anagrafiche e non a quanto asserito dal notificatore.

Non ha valore ciò che viene attestato dall’agente postale sulla consegna dell’atto ad un familiare convivente con il destinatario rispetto alla documentazione anagrafica che attesti il precedente cambio di residenza del contribuente. Infatti la relata di notifica è coperta da fede pubblica solo per quanto osservato dal notificatore e da lui conoscibile e non per

Vizio di notifica del primo atto impositivo: scelta libera del contribuente tra l’impugnazione dell’atto presupposto o dell’atto conseguente.

Costituisce principio consolidato quello secondo il quale l'omissione della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell'atto consequenziale notificato. Poiché tale nullità può essere fatta valere dal contribuente mediante la scelta, consentita dall'art. 19, comma 3, del d.lgs. n. 546 del 1992, di impugnare solo l'atto consequenziale notificatogli, facendo

Pregiudizialità esterna nel giudizio tributario: la Cassazione sulla vigenza delle modifiche del 2015 all’articolo 39 del D.Lgs. 546/92.

L’ordinanza 10 aprile 2018 n. 10035 (Pres. Iacobellis, Rel. Delli Priscoli) della VI Sezione della Corte di Cassazione decide sul ricorso dell’Agenzia delle Entrate basato su vari motivi, tra i quali uno in particolare riguarda l’eccepita violazione e falsa applicazione dell'art. 295 cod. proc. civ. e 39 del d.lgs. n. 546 del 1992, per non