Giudizio tributario: inammissibile l’appello senza specificità dei motivi.

L’ Ordinanza 11 luglio 2018, n. 18225 della VI sezione della Corte di Cassazione (Pres. Iacobellis, Rel. Conti) respinge un ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro una sentenza della CTR Campania che aveva dichiarato inammissibile un atto di appello della stessa Agenzia. L’impugnazione dell’Ufficio era stata, nello specifico, rivolta contro la sentenza di primo grado, ma senza

Cartella di pagamento nulla in caso di riferimento errato ad un atto prodromico, quando ciò limita il diritto di difesa.

Ancora una ordinanza della Corte di Cassazione (Sezione VI, n. 18224 dell’11 luglio 2018, Pres. Iacobellis Rel. Conti) da collocare nel filone dell’obbligo di motivazione di tutti gli atti impositivi, cartelle di pagamento incluse. In questo caso la CTR aveva ritenuto viziato l'atto impugnato (cartella) che, nell'indicare le ragioni della pretesa attraverso il rinvio ad

Presunzione di distribuzione utili in società a ristretta base: dev’essere ammessa la prova contraria del socio che non partecipa alla gestione.

Una ordinanza della Corte di Cassazione (Sesta Sezione, 9 luglio 2018, n. 18042, Pres. Iacobellis, Rel Conti) nel dichiarare inammissibile un ricorso dell’Agenzia delle Entrate, ribadisce un principio fondamentale negli accertamenti ai soci di società a ristretta base partecipativa. I Giudici di Legittimità ricordano infatti che è corretta la presunzione di attribuzione ai soci degli

Operazioni inesistenti: sbaglia il giudice tributario che non considera la sentenza penale di proscioglimento.

La sezione Tributaria della Corte di Cassazione, nell’Ordinanza 5 luglio 2018, n. 17619 (Pres. Virgilio, Rel. Nonno) esamina una serie di doglianze del contribuente in merito ad una sentenza di appello in materia di operazioni soggettivamente inesistenti. Tra esse ci sembra degna di attenzione la questione sollevata dal ricorrente in merito ai rapporti tra processo

COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI ROMA, 515/38/15

ha emesso la seguente SENTENZA sulI’appelIo n. 3919/13 depositato il 17/06/2013 avverso la sentenza n. 420/47/12 emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di ROM contro: AG.ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE ROMA 1 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con appello del 21.05.2013, la società “Il Cinghialetto s.r.l.", corrente in Roma, impugrtava la sentenza n. 420/47/12 del 23.11.2012, depositata ìl 27.11.2012, con

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Imposta di registro: nullo l’avviso di accertamento di valore di immobili per comparazione se non sono allegati gli atti di riferimento o non ne è riprodotto almeno il contenuto essenziale.

La sesta sezione della Corte di Cassazione, nell’Ordinanza 2 luglio 2018, n. 17226 (Pres. Iacobellis, Rel. Mocci) accoglie il ricorso di una società in tema di imposta di registro da accertamento di valore di immobili, motivato con la comparazione ad atti relativi a immobili similari, ma senza allegazione e senza alcun riferimento a tali atti,

Mancato esame delle memorie su p.v.c.: conseguente nullità dell’atto impositivo.

L’Ordinanza 2 luglio 2018, n. 17210 della VI Sezione della Corte di Cassazione (Pres. Iacobellis, Rel. Mocci) fornisce una sintetica ma efficace lettura dell’articolo 12 comma 7 dello Statuto del Contribuente e del relativo obbligo di contraddittorio preventivo relativamente alla necessità che le memorie del contribuente siano valutate. Con la conseguenza che la mancata considerazione

CORTE DI CASSAZIONE Sentenza 27 febbraio 2015, n. 4122

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE - La sig.ra Rosa V. chiede la cassazione della sentenza n. 49/18/2012, pronunziata dalla CTR della Campania depositata il 1° febbraio 2012. Con tale decisione, la C.T.R. ha accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e riformato la decisione di primo grado, dichiarando che, nel caso, avevano errato i Giudici

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Esce in rete stasera l’Approfondimento mensile n. 43 de “Il Tributo”

E' online il nuovo numero! I temi che trattiamo vanno da un editoriale che formula al nuovo Governo una proposta di analisi economica simile al “budgetary control” aziendale, poi un approfondimento sulle operazioni inesistenti nel reato di dichiarazione fraudolenta, con riferimento all’inquadramento normativo e ai contrasti giurisprudenziali, per proseguire con la mini-voluntary per gli ex

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Accertamenti a tavolino legittimi anche senza contraddittorio preventivo. Ma forse in materia di IVA…..

L’Ordinanza 25 giugno 2018, n. 16641  della Corte di Cassazione, sesta sezione (Pres. Iacobellis, Rel. La Torre) respinge il ricorso di un contribuente fondato sulla presunta violazione dell'art. 12 comma 7 I. 212/2000. Secondo il ricorrente, che invoca al riguardo anche questioni di legittimità costituzionale, la garanzia del contraddittorio doveva infatti trovare applicazione anche nelle