Nessuna condanna per il liquidatore in carica alla data dell’adempimento se l’amministratore non ha accantonato le risorse necessarie al versamento iva.

La sentenza n. 45308 del 9 ottobre 2018 della Corte di Cassazione, Sez. V penale (Pres. Zaza, Rel. Tudino) affronta la questione del reato di omesso versamento IVA in capo al liquidatore di Società. Nel caso specifico, un ex amministratore di una Srl era stato condannato per il reato di omesso versamento IVA, mentre era

Confermato l’onere della prova a carico del fisco in caso di recupero iva sul cessionario per operazioni soggettivamente inesistenti.

In tema di prova della conoscibilità (o viceversa della non possibile percezione) della frode a monte l’anno 2018 si era aperto con due ordinanze della sesta sezione (numero 3473 e numero 3474 del 13 febbraio 2018) che avevano fatto pensare ad una sostanziale inversione dell’onere della prova: in sostanza l’amministrazione sarebbe chiamata solo a provare

Niente sanzioni all’amministratore di fatto per le violazioni tributarie della società.

La sentenza n. 28331, depositata il 7 novembre 2018, della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Bruschetta, Rel. Nonno) si occupa del principio di personalità della sanzione tributaria. Il riferimento è alla figura dell’amministratore di fatto di una società di capitali al quale era stata comminata la sanzione amministrativa in solido, per le violazioni

Notifica a persona (assolutamente) irreperibile: valida solo se risultino le “vane ricerche” compiute dall’agente postale.

Ancora una pronuncia in tema di irreperibilità del contribuente e modalità di notifica degli atti. E ancora una volta la Cassazione pone una netta differenza tra la irreperibilità assoluta (quella che permane dopo le ricerche anagrafiche, quelle effettuate presso il portiere dello stabile o la camera di commercio) e l’irreperbilità relativa, ovvero la temporanea difficoltà

Movimenti bancari sul conto del coniuge: inammissibile la doppia presunzione.

L’ordinanza 9 ottobre 2018, n. 24903 della sesta sezione della Corte di Cassazione (Pres. Cirillo, Rel. Manzon), in tema di doppia presunzione sui movimenti bancari del coniuge, dichiara inammissibile il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate. Nel caso specifico, il contribuente presentava ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Parma avverso un atto di accertamento basato sulle

Nel giudizio tributario va disposta la sospensione necessaria del processo nel caso di procedimenti pendenti legati tra loro da un rapporto di pregiudizialità.

La sentenza 19 ottobre 2018, n. 26429 della VI sezione della Corte di Cassazione (Pres. Iacobellis, Rel. La Torre) nell’accogliere un motivo di ricorso dell’Agenzia delle Entrate, precisa un principio già più volte affermato in passato. Principio che potrà dunque essere legittimamente invocato dalla parte che sia interessata a portarlo all’attenzione del Giudice. La regola

Semplice evasione oppure abuso del diritto: un confine non sempre chiaro.

"Il contribuente che non versa le imposte dovute a seguito della stipulazione di un negozio, correttamente qualificato sotto il profilo giuridico da parte dell’Amministrazione finanziaria, non pone in essere un comportamento elusivo, volto a conseguire un vantaggio fiscale in ragione di un uso distorto della normativa tributaria, ma risponde semplicemente della relativa evasione d'imposta e,

Reato di omessa dichiarazione e sequestro conseguente: prima viene il patrimonio della società, solo dopo quello del legale rappresentante.

Quando si procede per reati tributari commessi dal legale rappresentante di una persona giuridica, è legittimo il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente dei beni dell'imputato, ma solo sul presupposto dell'impossibilità di reperire il profitto del reato nel caso in cui dallo stesso soggetto non sia stata fornita la prova della concreta  esistenza di

Obbligo di allegazione limitato alla integrazione documentale delle motivazioni dell’atto. Una lettura “pro-fisco” dell’articolo 7 dello “Statuto”.

Alcuni organi di stampa hanno rilanciato oggi una interessante (e per certi aspetti non del tutto convincente) pronuncia della Sezione Tributaria, sulla quale va richiamata l’attenzione degli operatori della materia tributaria. Si tratta dell’Ordinanza 5 ottobre 2018, n. 24417 (Pres. Bruschetta, Rel. Nonno). In una vicenda che aveva visto il contribuente invocare con successo l’obbligo

Ancora sulla notifica degli atti tributari in caso di irreperibilità relativa e non assoluta.

L’ordinanza 24 ottobre 2018, n. 27035 della sesta sezione della Corte di Cassazione (Pres. Cirillo, Rel. Luciotti), torna a pochi giorni da una precedente conforme pronuncia, sulla questione della differenza tra notifica in caso di irreperibilità assoluta o relativa. Nel caso specifico i Giudici accolgono il ricorso della contribuente non potendosi negare che sia vera