Con l’ordinanza 3 ottobre 2026, n. 26146, resa dalla Sezione tributaria civile della Corte suprema di cassazione (Pres. Iofrida; Rel. Grasso) all’esito della camera di consiglio del 10 settembre 2026, la Corte ha accolto il primo motivo di ricorso proposto da Service una S.r.l., rigettato il secondo e cassato con rinvio la sentenza impugnata. La controversia riguardava avvisi di accertamento relativi agli anni d’imposta 2008, 2009 e 2010, con i quali l’Agenzia delle entrate aveva recuperato a tassazione costi ritenuti indeducibili per operazioni inesistenti, quote di ammortamento e ulteriori costi riferiti a immobili considerati non strumentali all’attività d’impresa. Dopo l’annullamento degli avvisi in primo grado, la decisione era stata riformata in appello. In un precedente giudizio di legittimità, la …
Nell’editoriale parliamo come al solito di economia, con una riflessione sui dati macroeconomici italiani che vedono una crescita delle attività finanziarie a fronte delle difficoltà …
Con la risposta n. 176 del 21 settembre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha escluso l’applicabilità del regime del realizzo controllato di cui all’art. 177, comma …
“Si deve affermare che il socio che partecipi con carattere di abitualità e prevalenza al lavoro aziendale di una società a responsabilità limitata e sia …
La sentenza n. 2613 del 29 giugno 2026 della CGT di primo grado di Milano (Pres. e Rel. Faranda) offre un’applicazione rigorosa e puntuale del …
