Notifica della cartella di pagamento nulla se nella copia notificata manca la data di consegna dell’atto.

Torniamo indietro di qualche settimana per segnalarVi una pronuncia depositata in pieno periodo estivo e, a nostro modesto avviso, di un certo interesse. Si tratta dell’Ordinanza 31 luglio 2018 n. 20369 della Sesta sezione della Corte di Cassazione, Presidente Cirillo, Relatore Napolitano. La questione verte  sul tema della notifica della cartella tramite messo autorizzato, equiparabile

Appello tributario inammissibile senza la prova della spedizione nei termini.

L’ Ordinanza 11 settembre 2018, n. 22094 della VI Sezione della Corte di Cassazione (Pres. Cirillo, Rel. Luciotti) respinge un ricorso dell’Agenzia delle Entrate nel quale venivano tra l’altro dedotte la violazione e la falsa applicazione degli artt. 22, comma 1, e 53 d.lgs. n. 546 del 1992, sostenendo che dall'avviso di ricevimento della raccomandata

Ricorso tributario spedito con posta privata? La notifica è giuridicamente inesistente.

L’ordinanza 7 settembre 2018 n. 21884 della VI Sezione della Corte di Cassazione (Pres. Cirillo, Rel. Solaini) torna sul tema della notifica a mezzo posta privata, di cui ci siamo già occupati di recente. Stavolta la questione non riguarda il caso di un atto impositivo notificato con tale modalità dall’Amministrazione, ma quello di un ricorso

Movimenti sui conti correnti dei familiari: riconducibili al professionista a certe condizioni.

La sesta sezione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza 11 settembre 2018 n. 22089 (Pres. Cirillo, Rel. Luciotti) emette un’altra pronuncia “collage”, di quelle che a nostro modesto avviso non sono del tutto chiare, riportando brani da altre massime, non sempre centrate come riferimento, poiché si riferiscono a questioni non esattamente coincidenti. Ciò premesso, comunque,

Anche i regali di nozze costituiscono valida difesa dall’accertamento sintetico.

La sintesi del titolo è probabilmente un tantino eccessiva, visto che l’Ordinanza  7 settembre 2018, n. 21783 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Virgilio, Rel. Greco) risolve la questione a favore del contribuente per motivi connessi alla mancata valutazione della documentazione prodotta a propria difesa, già nella fase pre-contenziosa, documentazione non sufficientemente elaborata

Accertamenti a tavolino: il contraddittorio IVA è da garantire sempre.

Nei commenti all’Ordinanza  7 settembre 2018, n. 21767 della VI Sezione della Corte di Cassazione (Pres. Cirillo, Rel. Napolitano) abbiamo riscontrato una certa enfasi attribuita al fatto che il principio del contraddittorio preventivo obbligatorio dovesse essere applicato anche agli accertamenti “a tavolino”. Ed in effetti, se la questione fosse stata appunto di portata generale, l’enfasi

Operazioni soggettivamente inesistenti: costi deducibili anche in caso di consapevolezza della frode da parte dell’acquirente. La nuova regola si applica ai rapporti pendenti.

  In tema di imposte sui redditi, a norma dell'art. 14, comma 4 bis, legge 24 dicembre 1993, n. 537, nella formulazione introdotta con l'art. 8, comma 1, del d.l. 2 marzo 2012, n. 16 (convertito con la legge 26 aprile 2012, n. 44), l'acquirente dei beni può dedurre i costi relativi ad operazioni soggettivamente

Promotore finanziario monomandatario e studi di settore: la lettura della Cassazione.

L’Ordinanza 29 agosto 2018, n. 21295 (Pres. Petitti, Rel. Bernazzani) della V Sezione della Corte di Cassazione affronta il ricorso di un  promotore finanziario accertato sulla base degli studi di settore. Qualche commento ha affermato, in maniera forse troppo sintetica, che secondo la Corte gli studi non troverebbero applicazione nel caso di un monomandatario che

Spese di causa? Si liquidano sulla base del d.m. 55/2014.

La seconda sezione della Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 21486 del 31 agosto 2018 (Pres. Petitti, Rel. Grasso), decide sul ricorso avverso la liquidazione delle spese di causa effettuata dalla Corte di Appello di Perugia che si era basata sul decreto n. 140 del 2012 del Ministero di Grazia e Giustizia anziché sul successivo

Registro: assimilati agli atti conclusi per scambio di corrispondenza tutti gli accordi basati su dichiarazioni di volontà unilaterali.

Ai fini dell'imposta di registro, il contratto stipulato per corrispondenza si distingue dal contratto stipulato per scrittura privata non autenticata per il fatto che nel secondo caso vi è un solo documento nel quale risultano formalizzate le volontà di tutti i contraenti e le loro sottoscrizioni, mentre, se si tratta di "corrispondenza", in ogni documento