Operazioni soggettivamente inesistenti e IVA: insufficiente ai fini recupero sul cessionario la sola prova che i venditori siano “cartiere”.

Con l'ordinanza n. 7693 del 6 aprile 2020 la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Manzon, Rel. Novik) torna ad esprimersi in materia di indebita detrazione di fatture ai fini IVA nel caso operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. La Corte ha ricordato, in applicazione di ormai consolidati principi giurisprudenziali, come, in tema di IVA, qualora

Accertamento sintetico ex art. 38 d.P.R. 600/1973: la prova contraria a carico del contribuente può essere assolta mediante la produzione di un contratto di mutuo anche in forma di scrittura privata.

Con ordinanza n. 7382 del 17 marzo 2020 la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Crucitti, Rel. Federici) si è espressa sulla valenza probatoria della documentazione prodotta dal contribuente ex art. 38, quarto comma, d.P.R 600/1973 a seguito dell’accertamento sintetico elaborato dall’Agenzia. Documentazione che deve essere, nel caso di un mutuo tra privati, credibile

Valori OMI: esprimono solo valori indicativi e di larga massima e da soli non costituiscono prova.

Le quotazioni dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare, elaborate dall'Agenzia del Territorio, esprimono solo valori di larga massima e da soli non possono supportare un accertamento di valore. Lo precisa la sezione Tributaria della Corte di Cassazione nella sentenza 17 ottobre 2019 n. 26376 (Pres. Chindemi, Rel. Mondini). La questione non è nuova, ma appare da sottolineare

21 Ottobre 2019|Categories: News|Tags: , , , , , , |0 Comments

Operazioni soggettivamente inesistenti: la Sezione Tributaria conferma che l’onere della prova della conoscibilità della frode da parte del cessionario grava sull’Amministrazione.

Negli ultimi due anni si è assistito ad un progressivo consolidamento, nella giurisprudenza della Corte di Cassazione, del filone che vede la possibilità del recupero IVA in capo al cessionario, in caso di operazioni soggettivamente inesistenti, subordinato alla prova da parte della parte pubblica non solo della frode a monte, ma anche della conoscibilità della

Accertamento sintetico: il contribuente può provare di aver sostenuto spese con ricchezza accantonata in anni precedenti.

Qualora la disponibilità di maggior reddito sia individuata con metodo sintetico, sulla base delle spese sostenute o della disponibilità di particolari beni, la prova contraria consentita al contribuente si spinge sino a considerare anche la ricchezza accumulata negli anni precedenti (Cass., 13 giugno 2013, n. 21994), anche con disinvestimenti e cessioni di fabbricati (Cass., 12

Indagini finanziarie sui conti di terzi: utilizzabili solo se l’Amministrazione prova la disponibilità di fatto del conto da parte del contribuente accertato.

L’Ordinanza 20 dicembre 2018, n. 32974 della Sezione Tributaria (Pres. Cirillo, Rel. Locatelli), respingendo un ricorso dell’Agenzia delle Entrate, conferma un precedente orientamento di carattere maggiormente rigoroso in materia di indagini finanziarie su conti formalmente intestati a persone diverse dal contribuente accertato. Innanzitutto la procedura viene ritenuta corretta da un punto di vista normativo da

Operazioni soggettivamente inesistenti: ancora chiarimenti sulla ripartizione dell’onere probatorio.

Siamo tornati più volte sul tema delle operazioni soggettivamente inesistenti e della prova della conoscibilità della frode da parte del cessionario. Non ripercorreremo quindi il lungo e piuttosto travagliato iter giurisprudenziale della Suprema Corte, del quale abbiamo ampiamente reso conto ai nostri lettori. Registriamo solo positivamente il fatto che nel corso dell’anno che si sta

Fattura priva dei requisiti di legge: il contribuente deduce il costo (e detrae l’IVA) se prova i dettagli dell’acquisto.

La questione che oggi poniamo all’attenzione dei nostri lettori parte da una sentenza della Sezione Tributaria favorevole all’Agenzia delle Entrate. Sentenza che tuttavia ha il pregio di enunciare dei principi di garanzia che sono tutt’altro che sfavorevoli al contribuente. Nel caso specifico è stata censurata dalla Corte, con argomentazioni condivisibili, la motivazione della sentenza di

16 Novembre 2018|Categories: News|Tags: , , , , , , , |0 Comments

La prova dell’avvenuta notifica della cartella di pagamento grava sull’agente della riscossione. Necessarie la relata ovvero l’avviso di ricevimento.

La sentenza n. 13 novembre 2018, n. 29133 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, (Pres. Cristiano, Rel. Stalla), respingendo un ricorso dell’Agenzia delle Entrate, precisa alcuni importanti principi in tema di notifica delle cartelle di pagamento. Per la Corte “In tema di notifica della cartella esattoriale ex art. 26, primo comma, seconda parte, del d.P.R.

15 Novembre 2018|Categories: News|Tags: , , , , |0 Comments

Confermato l’onere della prova a carico del fisco in caso di recupero iva sul cessionario per operazioni soggettivamente inesistenti.

In tema di prova della conoscibilità (o viceversa della non possibile percezione) della frode a monte l’anno 2018 si era aperto con due ordinanze della sesta sezione (numero 3473 e numero 3474 del 13 febbraio 2018) che avevano fatto pensare ad una sostanziale inversione dell’onere della prova: in sostanza l’amministrazione sarebbe chiamata solo a provare