Società cancellata: l’azione del fisco contro i soci presuppone la prova della percezione di somme dalla liquidazione

Nella Sentenza 26 giugno 2015, n. 13259, la Corte di Cassazione si allinea alla giurisprudenza precedente (cfr. SS.UU. n. 6070/2013) stabilendo che deve escludersi che la cancellazione della società dal registro della imprese - pur provocando l'estinzione dell’ente debitore (per le cancellazioni successive all'entrata in vigore dell'art. 4 del d.lgs. n. 6/2003, che, modificando l’art.

Dirigenti illegittimi: la CTR Lombardia interessa del caso la Corte dei Conti (e la Procura della Repubblica competente….).

Sentenze a catena sulla questione dei dirigenti illegittimi. Tutte per la verità nel senso della illegittimità degli atti sottoscritti da persone nominate senza regolare concorso in virtù di quanto stabilito dalla Sentenza n. 37/2015 della Corte Costituzionale. Particolarmente rigorosa e severa è la sentenza della CTR di Milano n. 2842/1/15 di ieri 25 giugno 2015.

Dentista abusivo ed esenzione IVA art. 10: l’onere della prova per l’eventuale recupero spetta all’Agenzia.

L’Agenzia delle entrate, sul presupposto che in una società operante nel settore dentistico nessuno dei soci sia stato in possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’odontoiatria e che nella struttura venissero prestate attività odontoiatriche  ed odontoprotesiche  ritiene non esentabili da IVA tutte le prestazioni rese all’interno di quest’ultima, sul presupposto che non risultavano effettuate da soggetti abilitati all’esercizio

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Transfer pricing domestico con criteri discutibili.

Breve sentenza su un argomento pur interessantissimo, come quello del c.d. “transfer pricing domestico”. Si tratta della sentenza 22 giugno 2015, n. 12844 della Corte di Cassazione. La succinta motivazione veicola il principio dell’esistenza della questione problematica del prezzo “corretto” delle transazioni infragruppo. Nella sentenza la Corte affronta tale questione affermando due principi: a) non

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Documento irritualmente prodotto in primo grado? E’ ok in appello.

Secondo l’articolo 32 del D.Lgs. 546/92 le parti possono depositare documenti fino  a  venti  giorni  liberi prima della data di trattazione osservato l'art. 24, comma 1, ovvero la norma che prevede che i documenti devono essere elencati negli  atti  di  parte  cui  sono allegati ovvero, se prodotti separatamente, in apposita  nota  sottoscritta da depositare in