Dirigenti illegittimi: la CTR Lombardia interessa del caso la Corte dei Conti (e la Procura della Repubblica competente….).

Sentenze a catena sulla questione dei dirigenti illegittimi. Tutte per la verità nel senso della illegittimità degli atti sottoscritti da persone nominate senza regolare concorso in virtù di quanto stabilito dalla Sentenza n. 37/2015 della Corte Costituzionale.

Particolarmente rigorosa e severa è la sentenza della CTR di Milano n. 2842/1/15 di ieri 25 giugno 2015.

La CTR si rifà all’art. 42, co. 1 e 3 del D.P.R. 600/73 e 56, co. 1, D.P.R. 633/72, secondo cui è nullo l’accertamento che non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui validamente delegato; pertanto, una tale delega, per essere valida postula necessariamente una doppia legittimazione: del direttore provinciale dirigente delegante (nemo transferre potest quod non habet nec plus quam habet) e del capo ufficio controlli dirigente/funzionario delegato; alla luce di tutto quanto sopra, il Collegio non può che rilevare la nullità assoluta per straripamento di potere dell’atto di accertamento di cui è causa, atteso che esso è stato sottoscritto da soggetto divenuto usurpatore di funzioni pubbliche per sopravvenuto retroattivo difetto assoluto di attribuzione.

Ma c’è di più. I Giudici meneghini affermano poi di dover necessariamente porsi il problema relativo al danno erariale costituito dal mancato introito per l’annullamento degli avvisi di accertamento di cui è causa (vds. DLgs. 300/99, art. 61, co. 4: “La Corte dei Conti esercita il controllo sulla gestione finanziaria delle agenzie, con le modalità previste dalla legge 21.3.1958 n. 259 …” ed art. 69, co. 1, “per altre gravi ragioni di interesse pubblico, con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro delle finanze può essere nominato un commissario straordinario) e pertanto, considerato che il giudice collegiale tributario (pubblico ufficiale ex art. 357 c.p.) ha un obbligo giuridico diretto (ex art. 83 L. 1240/1923, art. 53 co. 2 e 3 r.d. 1214/1934, artt. 20 e 21 t.u. 3/1957, art. 1 co. 3 L. 20/94) di trasmettere alla Procura della Corte dei conti un rapporto su eventuali responsabilità per danno erariale, nonché alla Procura della Repubblica (ex art. 331 c.p.p.) denuncia per eventuali rilievi penali e che responsabilità contabili e penali incombono direttamente anche sul giudice collegiale tributario che abbia omesso le doverose denunce (361 c.p.), rinvia – per debito d’ufficio e per quanto di propria rispettiva ritenuta competenza – alla segreteria di sezione per la trasmissione in copia del fascicolo di causa alle locali Procure della Repubblica, contabile e penale.

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26 Giugno 2015|Categories: News|Tags: |0 Comments