Accertamento sintetico ex art. 38 d.P.R. 600/1973: la prova contraria a carico del contribuente può essere assolta mediante la produzione di un contratto di mutuo anche in forma di scrittura privata.

Con ordinanza n. 7382 del 17 marzo 2020 la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Crucitti, Rel. Federici) si è espressa sulla valenza probatoria della documentazione prodotta dal contribuente ex art. 38, quarto comma, d.P.R 600/1973 a seguito dell’accertamento sintetico elaborato dall’Agenzia. Documentazione che deve essere, nel caso di un mutuo tra privati, credibile

Accertamento sintetico: il contribuente può provare di aver sostenuto spese con ricchezza accantonata in anni precedenti.

Qualora la disponibilità di maggior reddito sia individuata con metodo sintetico, sulla base delle spese sostenute o della disponibilità di particolari beni, la prova contraria consentita al contribuente si spinge sino a considerare anche la ricchezza accumulata negli anni precedenti (Cass., 13 giugno 2013, n. 21994), anche con disinvestimenti e cessioni di fabbricati (Cass., 12

Ancora contraddittorio endoprocedimentale “à la carte”.

Riepiloghiamo. Contraddittorio sì negli accertamenti in azienda, no negli accertamenti a tavolino. Ma non sempre, perché per le liquidazioni va svolto se esistono incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. No nel caso di accertamenti basati sull’antieconomicità, ma sì se tale criterio si affianca agli studi di settore. Sì per gli accertamenti standardizzati, no per quelli

20 Aprile 2017|Categories: News|Tags: , , , |0 Comments