Abuso del diritto ed elusione: confermata la liceità della soluzione negoziale non “patologica” che permette di risparmiare imposta.

Alla fine dell’anno passato abbiamo segnalato nelle news la Sentenza 05 dicembre 2014, n. 25758  con cui la Corte di Cassazione aveva ritenuto lecito  il risparmio fiscale ottenuto attraverso una impostazione negoziale non caratterizzata da un abnorme o distorto utilizzo degli strumenti giuridici impiegati, o dalla manifesta incompatibilità od incoerenza delle pattuizioni. Insomma, lo sviluppo negoziale

Presunzioni a catena nell’imputazione degli utili ai soci nelle srl a ristretta base? Ci sono, ci sono…..

La Sentenza 25 marzo 2015, n. 5925 della Corte di Cassazione si occupa di utili attribuiti per trasparenza ai soci di una società di capitali a ristretta base partecipativa. Pur riproponendo argomenti piuttosto conosciuti, quindi, offre alcuni interessanti spunti di riflessione. Li accenneremo in breve, confidando di ritornare proprio su questa sentenza e sui temi

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IVA a carico dell’Ufficiale Giudiziario nelle vendite immobiliari: non contrasta con la direttiva 2006/112/CE.

La Sentenza 26 marzo 2015, n. C-499/13 della Corte di Giustizia UE analizza il sistema polacco di esazione dell’IVA nelle vendite giudiziare. Detto sistema che vuole l’Ufficiale Giudiziario come responsabile d’imposta in ambito IVA nelle vendite immobiliari senza avere peraltro il diritto a detrarre l’imposta non contrasta, secondo i Giudici lussemburghesi, con la Direttiva IVA,

Iva sull’atto e registro proporzionale sulla sentenza che ne dispone l’esecuzione. Niente alternatività secondo la Cassazione.

La sentenza 25 marzo 2015 n. 5925 della Corte di Cassazione decide su un ricorso di un contribuente che ha acquistato un immobile in regime IVA, pagando la relativa imposta. Non essendo stato trasferito l’immobile come pattuito è nata una controversia tra il contribuente stesso e il costruttore promettente cedente. Controversia che si è chiusa

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Spese del giudizio: il soccombente è la parte che ha causato la lite. Non rileva il comportamento acquiescente o inerte in giudizio di una delle parti.

Interessante sentenza della Corte di Cassazione (n. 5842 del 24 marzo 2015) in tema di spese del giudizio. Nella causa avente ad oggetto una cartella di pagamento il giudice del merito - ai fini di compensare le spese di giudizio - aveva valorizzato la circostanza che la parte pubblica (Equitalia) aveva omesso di costituirsi in