Revisione del classamento per microzone: il provvedimento deve essere congruamente motivato.

Come è noto i Comuni hanno la facoltà di richiedere agli Uffici delle Entrate la revisione del classamento delle unità immobiliari di una determinata microzona qualora i valori delle unità immobiliari in essa situate si discostino in misura significativa dai valori medi catastali determinati ai fini dell’IMU.

Sulle caratteristiche del relativo provvedimento si sofferma l’Ordinanza n. 23130 del 26 settembre 2018 della sezione filtro della Corte di Cassazione (Pres. Iacobellis, Rel. La Torre), che ribadisce quanto già statuito da alcuni recenti precedenti giurisprudenziali, respingendo un ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

La Corte ricorda che il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui all’art. 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, presuppone l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra i valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali. A parte tale presupposto specifico, però, si tratta di un normale procedimento che segue le medesime regole dettate ai fini della “revisione del classamento” dall’art. 9 del d.P.R. 23 marzo 1998, n. 138.

In tale contesto la sua attuazione è sottratta alla piena discrezionalità della competente Amministrazione pubblica. Il provvedimento deve essere quindi congruamente motivato. E non può dirsi tale quando faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali,  al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento.

Occorre invece che siano resi gli elementi (come la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la qualità ambientale in cui l’immobile è inserito, la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata, le caratteristiche edilizie del fabbricato) che, in concreto, abbiano inciso sul diverso classamento (Sez. 5, n. 22900 del 29/09/2017; Sez. 6-5, n. 3156 del 17/02/2015).

La stessa Corte costituzionale, con la pronuncia n. 249 del 2017, ha fra l’altro affermato che “la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno, in concreto, interessato una determinata microzona, così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare; obbligo che, proprio in considerazione del carattere “diffuso” dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento’, ribadendo così la necessità di una provvedimento specifico e puntuale in capo all’Amministrazione.

Condividi
Facebooktwitterlinkedin
28 Settembre 2018|Categories: News|Tags: , , , , |0 Comments