Presunzione sulle attività finanziaria detenute in stati e territori a fiscalità privilegiata: non ha natura procedimentale e non è retroattiva.

Come è ben noto, il secondo comma dell’articolo 12 del d.l. 1° luglio 2009 n. 78 introdusse una presunzione in relazione alla necessità di contrastare la detenzione di attività finanziarie in paradisi fiscali. Precisamente si statuì che “In deroga ad ogni vigente disposizione di legge, gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenute negli

Processo tributario: la procura alle liti per i vari gradi di giudizio resta valida anche dopo la variazione del legale rappresentante della società.

La procura, conferita al difensore dall'amministratore di una società di capitali "per ogni stato e grado della causa", è valida anche per il giudizio di appello e resta tale anche se l'amministratore, dopo il rilascio del mandato e prima della proposizione dell'impugnazione, sia cessato dalla carica, in conformità al principio secondo cui la sostituzione della

Perdita di agevolazioni prima casa per vendita nel quinquennio e mancato riacquisto: il caso dell’immobile frazionato oggetto di più vendite separate.

Sul termine di decadenza per il recupero dell’imposta  per indebita agevolazione “prima casa”, dopo alterne interpretazioni da parte della giurisprudenza e la presa di posizione dell’Amministrazione finanziaria per il termine prescrizionale ordinario, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Sentenza 21 novembre 2000 n. 1196) si sono da tempo pronunciate per l’operatività del termine triennale.

La Corte di Cassazione continua nell’opera di demolizione dello statuto del contribuente.

Come i nostri lettori sanno è nostra abitudine avere il massimo rispetto per le pronunce relativamente alle quali esprimiamo le nostre modestissime valutazioni e per i Giudici che le elaborano. E anche in questo caso rinnoviamo tale rispettoso apprezzamento. Ma al tempo stesso non possiamo non notare, avendo da tempo posto l’attenzione sulla questione del

I costi per piani di incentivazione sono deducibili anche se subordinati al verificarsi di condizioni.

La Sentenza 18 gennaio 2019, n. 1304 della quinta sezione della Corte di Cassazione (Pres. Cirillo, Rel. Federici) si occupa di una controversia avente per oggetto i costi dedotti da una società finanziaria, sostenuti in relazione a due piani di incentivazione dei propri promotori finanziari. Si trattava nel primo caso di un compenso calcolato in

Responsabilità personale e solidale (tributaria) di chi agisce in nome e per conto dell’associazione non riconosciuta: non scatta se non è provata l’attività negoziale effettivamente svolta.

In tema di associazioni non riconosciute l’articolo 38 del codice civile dispone che “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione”. L’ordinanza 21 gennaio 2019, n. 1489

Emendabilità della dichiarazione: la Corte ricorda le regole. E ritiene le disposizioni del 2016 non retroattive.

In caso di errori od omissioni nella dichiarazione dei redditi, la dichiarazione integrativa può essere presentata entro i termini di accertamento (di cui all'art. 43 del d.P.R. n. 600 del 1973) qualora sia a favore dell’erario. Invece, ai sensi dell’articolo 2, comma 8 bis, D.P.R. n. 322 del 1998, viene finalizzata a emendare errori od

21 Gennaio 2019|Categories: News|Tags: , , , , |0 Comments

Corte UE: nelle conclusioni dell’Avvocato Generale alcune interessanti valutazioni in tema di IVA su operazioni inesistenti, sia con riferimento al recupero in capo al cessionario che alle sanzioni.

Le conclusioni dell’Avvocato Generale nella causa Causa C‑712/17, presentate il 17 gennaio 2019, propongono alcune interessanti letture della normativa europea ed italiana (il rinvio alla Corte UE è avvenuto su iniziativa della CTR Lombardia). In particolare l’avvocato generale ricorda come nella normativa comunitaria (Direttiva direttiva 2006/112/CE) il diniego della detrazione (e di un’esenzione fiscale) possa

Nulla la cartella di pagamento che non riporta il nome del responsabile del procedimento.

Torniamo indietro di qualche giorno per segnalare una pronuncia di fine 2018. Si tratta della Sentenza n. 33565 del 28 dicembre 2018 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Di Iasi, Rel. Di Majo). La questione verte sulla applicazione dell’art. 36, comma 4 ter del D.L. n. 248/07 conv. nella Legge n.31/2008, che reca

Ancora una sentenza in tema di contraddittorio endoprocedimentale preventivo.

Con la sentenza 701 del 15 gennaio 2019 la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Virgilio, Rel. Gori) affronta dopo un po’ di tempo in maniera sistematica ed approfondita il tema del contraddittorio endoprocedimentale preventivio, con riferimento all’articolo 12 comma 7 dello “Statuto”, spaziando  sulla normativa comunitaria e sui principi affermati in altre norme