La Cassazione torna sulla non impugnabilità del rifiuto di autotutela.

La Sezione Tributaria con l’Ordinanza 32445 del 14 dicembre 2018 (Pres. Bruschetta, Rel. Succio), torna a trattare del tema dell’autotutela tributaria in rapporto agli strumenti di impugnazione degli atti dell’Amministrazione. Secondo la Corte l' autotutela tributaria - che non si discosta, in questo essenziale aspetto, dall' autotutela nel diritto amministrativo generale - costituisce un potere

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La Cassazione torna sul concetto qualitativo di inerenza.

La  Sentenza n. 32254 del 13 dicembre 2018 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Locatelli, Rel. Federici) torna sul concetto di inerenza nella sua considerazione qualitativa e non quantitativa, in linea con la giurisprudenza più recente della Corte stessa. Secondo i Giudici di Legittimità il postulato dell’inerenza, secondo l'interpretazione tradizionale, trova allocazione nell'art.

Operazioni soggettivamente inesistenti: ancora chiarimenti sulla ripartizione dell’onere probatorio.

Siamo tornati più volte sul tema delle operazioni soggettivamente inesistenti e della prova della conoscibilità della frode da parte del cessionario. Non ripercorreremo quindi il lungo e piuttosto travagliato iter giurisprudenziale della Suprema Corte, del quale abbiamo ampiamente reso conto ai nostri lettori. Registriamo solo positivamente il fatto che nel corso dell’anno che si sta

Alle Sezioni Unite la questione della responsabilità del sostituito per omesso versamento di ritenute da parte del sostituto.

L’ Ordinanza interlocutoria 7 dicembre 2018, n. 31742 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Cristiano, Rel. Mondini) rimette al Primo Presidente l’eventuale devoluzione alle Sezioni Unite della questione, molto dibattuta, della possibilità dell’erario di recuperare o meno in capo al sostituito le eventuali ritenute non versate dal sostituto. Questione di grande rilievo in

E’ dovuta l’imposta sulla pubblicità per il cartello col nome della società proprietaria esposto su una gru.

Abbiamo già letto qualche commento di stampa che evidenzia il lato grottesco della vicenda nella quale ad una Spa era stato notificato un avviso di accertamento avente ad oggetto la richiesta di pagamento dell’imposta sulla pubblicità visto che l’impresa aveva esposto su una gru un cartello recante i propri segni distintivi. In realtà la Sentenza

Cartella di pagamento non proceduta da un altro atto impositivo: occorre una congrua motivazione.

La Sezione Tributaria della Corte di Cassazione con la sentenza n. 31270, depositata il 4 dicembre 2018 (Pres. Cristiano, Rel. Zoso) torna sulla motivazione delle cartelle di pagamento nel caso in cui l’atto della riscossione non sia preceduto da avviso di accertamento. La questione concreta riguarda una Srl per l’iscrizione a ruolo di somme, per

Le considerazioni della Sezione Tributaria sul valore della perizia di parte in giudizio .

Riteniamo oggi di dover segnalare ai nostri lettori la sentenza 31274 della Sezione Tributaria depositata il 4 dicembre 2018 (Pres. Cristiano Rel. Zoso). Il passaggio che ci sembra interessante nella motivazione è quello sulla valutazione fatta dal Giudice di appello delle argomentazioni contenute in una perizia di parte presentata in giudizio dalla contribuente. Al riguardo

Ancora sul vizio di motivazione dell’atto impositivo che non elabori le osservazioni del contribuente in ambito di accertamenti parametrici.

La motivazione dell'atto impositivo deve dare conto delle ragioni per le quali non sono state ritenute attendibili le allegazioni della parte; in dettaglio ove il contribuente, in sede di contraddittorio preventivo, contesti l'applicazione degli studi di settore allegando circostanze concrete che giustificano lo scostamento della propria posizione reddituale dagli "standards" previsti, l'Ufficio, ove non ritenga