E’ ora online l’Approfondimento mensile n. 44 de “Il Tributo”

Il nuovo approfondimento mensile è online: con un editoriale sulla figura del manager e dell’uomo Sergio Marchionne, un approfondimento sugli aspetti tributari delle valute virtuali, un aggiornamento sulla questione mai definita della emendabilità delle dichiarazioni dei redditi, un articolo sulla inammissibilità del ricorso per Cassazione che viola il principio di autosufficienza, un contributo sul c.d.

Registro: assimilati agli atti conclusi per scambio di corrispondenza tutti gli accordi basati su dichiarazioni di volontà unilaterali.

Ai fini dell'imposta di registro, il contratto stipulato per corrispondenza si distingue dal contratto stipulato per scrittura privata non autenticata per il fatto che nel secondo caso vi è un solo documento nel quale risultano formalizzate le volontà di tutti i contraenti e le loro sottoscrizioni, mentre, se si tratta di "corrispondenza", in ogni documento

Motivazione della cartella di pagamento: necessità o meno a seconda dei casi.

Una interessante pronuncia della Corte di Cassazione (VI Sezione, Ordinanza 24 luglio 2018 n. 19662, Pres. Cirillo Rel. Napolitano) ci fornisce lo spunto per tornare sulla questione della motivazione delle cartelle di pagamento. Nel caso specifico la sentenza di appello impugnata perveniva alla conclusione in punto di nullità della cartella impugnata per carenza di motivazione

Ancora sulla necessità del preavviso di iscrizione dell’ipoteca esattoriale.

La Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, con l’Ordinanza 19394 del 20 luglio 2018 (Pres. Locatelli, Rel. Condello) torna sul tema degli atti propedeutici  alla iscrizione dell’ipoteca esattoriale. In particolare sulla necessità del preavviso, in ossequio al generale principio di contraddittorio preventivo (anche prima del “nuovo” comma 2-bis del DPR 602/73 aggiunto dall'art. 7 del 

Ritenute d’acconto non certificate dal sostituto d’imposta: il Giudice deve valutare le prove alternative fornite dal sostituito.

“In tema di imposte sui redditi, ai fini dello scomputo della ritenuta d'acconto, l'omessa esibizione del certificato del sostituto d'imposta attestante la ritenuta operata non preclude al contribuente sostituito di provare la ritenuta stessa con mezzi equipollenti, onde evitare un duplice prelievo (cfr. Cass. sent. n. 14138/2017)". Con questo principio di diritto la Sezione Tributaria