Spese di lite e “soccombenza reciproca”: la Cassazione boccia una singolare interpretazione del giudice di appello.

L'art. 92, secondo comma, cod. proc. civ., nella parte in cui permette la compensazione delle spese di lite allorché concorrano "gravi ed eccezionali ragioni", costituisce una norma elastica, quale clausola generale che il legislatore ha previsto per adeguarla ad un dato contesto storico-sociale o a speciali situazioni, non esattamente ed efficacemente determinabili "a priori", ma

Rottamazione dei ruoli a giudizio tributario pendente: si può essere condannati alle spese?

La risposta è sì secondo la Corte di Cassazione, almeno per quello che si legge nell’ordinanza 8377 depositata lo scorso 31 marzo 2017. Una contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento su redditi di impresa risultando tuttavia soccombente in entrambi i gradi di merito. Giunta in Cassazione preferisce aderire alla definizione dei ruoli prevista dall’art.

Spese processuali: inibito il richiamo a formule di stile per giustificare la compensazione.

(commento all’Ordinanza n. 9715 del 12 maggio 2016 della Corte di Cassazione, VI Sezione, Presidente Iacobellis, Relatore Caracciolo – a cura del Dott. Daniele Brancale) Chi esercita la professione di difensore tributario è sicuramente a conoscenza del fatto che, almeno sino a poco tempo fa, le sentenze con le quali i Giudici di merito accoglievano

Spese del giudizio: il soccombente è la parte che ha causato la lite. Non rileva il comportamento acquiescente o inerte in giudizio di una delle parti.

Interessante sentenza della Corte di Cassazione (n. 5842 del 24 marzo 2015) in tema di spese del giudizio. Nella causa avente ad oggetto una cartella di pagamento il giudice del merito - ai fini di compensare le spese di giudizio - aveva valorizzato la circostanza che la parte pubblica (Equitalia) aveva omesso di costituirsi in