Rifiuto di esibizione e preclusione di produzione successiva: va applicato solo nello specifico caso normativamente previsto e valutato con riferimento al principio di buona fede.

“L'omessa esibizione da parte del contribuente dei documenti in sede amministrativa non determina l'inutilizzabilità della successiva produzione in sede contenziosa per il mero verificarsi di detta omessa esibizione, ma in presenza del peculiare presupposto, la cui prova incombe sull'Agenzia, costituito dall'invito specifico e puntuale all'esibizione, accompagnato dall'avvertimento circa le conseguenze della sua mancata ottemperanza (cfr.

Le “sfumature” per connotare il rifiuto di esibizione.

L’Ordinanza 9 febbraio 2018, n. 4001 della sesta sezione (Pres. Iacobelli, Rel. Mocci), accoglie un punto del ricorso dell’Agenzia delle Entrate fondato sul rifiuto di esibizione di documentazione. Con ciò si intende, nel caso specifico, che il questionario, prodotto col gravame e riprodotto nel corpo del ricorso, “mostra come l'Ufficio avesse espressamente richiesto tutta la

Rifiuto di esibizione: la preclusione di utilizzo dei documenti scatta solo se c’è una richiesta specifica non assolta.

In tema di accertamento tributario, il divieto di utilizzo in sede giudiziaria di documenti non esibiti in sede amministrativa, previsto dall'art. 52, comma 5, del d.P.R. n. 633 del 1972, presuppone che vi sia stata una specifica richiesta degli agenti accertatori (non potendo costituire rifiuto la mancata esibizione di qualcosa che non si è richiesto),

19 Ottobre 2017|Categories: News|Tags: , , , |0 Comments