Utilizzabili nelle indagini finanziarie sul contribuente i conti correnti dei congiunti che non possano giustificare i movimenti. Da considerare tuttavia solo le entrate e non anche i prelevamenti se l’accertamento riguarda un professionista.

L'intestazione formale a terzi dei conti corenti bancari in relazione alle indagini finanziarie di cui all’articolo 32, comma 1, n. 2, del d.P.R. n. 600/1973 può essere superata in caso di sostanziale imputabilità al contribuente delle posizioni creditorie e debitorie annotate sui conti. La riferibilità al contribuente può infatti desumersi da elementi sintomatici quali il

Professionista che si avvale continuativamente di professionisti che collaborano con lui: IRAP dovuta.

La Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, nella Sentenza n. 21806, depositata il 29 agosto 2019 (Pres. Cirillo, Rel. D’Angiolella) tratta della debenza o meno dell’IRAP nel caso di un avvocato che utilizzi stabilmente collaborazioni di altri avvocati. Infatti secondo la ricorrente Agenzia delle entrate, si sarebbe palesata la violazione e falsa applicazione dell'art. 2

2 Settembre 2019|Categories: News|Tags: , , , , , |0 Comments

Movimenti sui conti correnti dei familiari: riconducibili al professionista a certe condizioni.

La sesta sezione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza 11 settembre 2018 n. 22089 (Pres. Cirillo, Rel. Luciotti) emette un’altra pronuncia “collage”, di quelle che a nostro modesto avviso non sono del tutto chiare, riportando brani da altre massime, non sempre centrate come riferimento, poiché si riferiscono a questioni non esattamente coincidenti. Ciò premesso, comunque,