Accertamento induttivo basato sulle percentuali di ricarico: i criteri da rispettare secondo la Cassazione.

L’ordinanza n. 15589 del 22 luglio 2020 della Quinta sezione della Corte di Cassazione (Pres. Virgilio, Rel. D’Aquino), ribaltando la sentenza di appello, accoglie le doglianze di un contribuente in relazione ad un accertamento induttivo svolto attraverso la determinazione di una percentuale di ricarico ritenuta dai Giudici di Legittimità non consona (come criteri di determinazione,

Non costituisce un elemento sufficiente per l’accertamento una percentuale di ricarico effettiva diversa da quella prevista dallo studio di settore.

Ancora una pronuncia della Sezione Tributaria in materia di percentuali di ricarico, del tutto coerente con l’orientamento consolidato che non considera una sola anomalia in questo contesto come elemento sufficiente per accertare un maggior imponibile. Stavolta nell’Ordinanza 13 luglio 2018 n. 18627 della Quinta sezione (Pres. Cappabianca, Rel. Greco) la questione era relativa alla difformità

Accertamenti da percentuali di ricarico: illegittimi se basati sulla media semplice e su pochi articoli a campione.

L’ordinanza n. 10643, depositata il 4 maggio 2018 (Pres. Virgilio, Rel. Tedesco) della sezione Tributaria della Corte di Cassazione ha ritenuto illegittimo un accertamento analitico-induttivo basato su una percentuale di ricarico ricostruita considerando solo un ridotto campione di beni nonché, relativamente ad una impresa che vendeva prodotti eterogenei, utilizzando la media aritmetica semplice. Secondo la

Percentuali di ricarico: nuova conferma del fatto che da sole non possono legittimare l’accertamento.

La differenza tra la percentuale di ricarico sul venduto risultante dalle scritture contabili e quella media proposta dai verificatori non basta a far scattare l’accertamento. Lo ribadisce ancora una volta la Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, nella ordinanza 21 marzo 2017 n. 7003 (Pres. Virgilio Rel. Greco). Nel caso specifico si trattava di una società

Percentuali di ricarico insufficienti da sole a motivare l’accertamento.

La quinta sezione della Corte di Cassazione nell’ordinanza 24 maggio 2017 n. 13054 (Pres. Virgilio, Rel. Iannello) censura l’applicazione delle percentuali di ricarico (nel caso specifico non neppure particolarmente anomale rispetto alla media) come base unica per l’accertamento analitico – induttivo. Ciò  anche se le stesse sono elaborate su base locale e perciò ritenute precise