Particolare tenuità del fatto applicabile in caso di distruzione di fatture false. Il reato (salvo prova contraria) si considera consumato al momento dell’accertamento tributario.

La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, istituto contemplato nell'art. 131-bis c.p., introdotto dal D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28, è applicabile anche al reato di occultamento o distruzione di scritture contabili. Lo precisa la III Sezione Penale della Corte di Cassazione nella Sentenza 13616 del 5 maggio 20120 (Pres. Rosi, Rel. Andreazza).

Reato di omesso versamento di ritenute dovute o certificate: le soglie di punibilità previste dall’art 10 bis sono elemento costitutivo di natura oggettiva del reato e non mera condizione di punibilità.

Con sentenza n. 9963 del 13 marzo 2020 la Sezione Terza Penale della Corte di Cassazione (Pres. Lapalorcia, Rel. Di Nicola) fornisce alcune rilevanti precisazioni in merito alle fattispecie delle ipotesi di reato in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto previste dal D.lgs. 10 marzo 2000 n. 74. L’art. 10 bis (del

Delitto di omessa dichiarazione: il reato si consuma alla scadenza del novantesimo giorno dal termine ordinario previsto per la presentazione della dichiarazione annuale.

Con sentenza n. 8340 del 2 marzo 2020 la Corte di Cassazione, Terza Sezione Penale (Pres. Di Nicola, Rel. Corbetta) si è espressa fornendo alcune precisazioni in merito al reato di omessa dichiarazione previsto all’art. 5 d.lgs. 74/2000. In tale contesto viene ribadito che il termine dilatorio di novanta giorni (previsto al secondo comma della

12 Marzo 2020|Categories: News|Tags: , , , , , |0 Comments

Il reato di omesso versamento IVA prescinde dall’effettivo incasso del tributo.

Segnaliamo oggi una sentenza della III Sezione Penale della Corte di Cassazione, ovvero la numero 41070 depositata il 7 ottobre 2019 (Pres. Andreazza Rel. Di Stasi). Il tema è quello del reato previsto dall’articolo 10-ter d.lgs 74/2000. La Corte ricorda come per la sussistenza di tale reato è richiesto il dolo generico, integrato dalla condotta

8 Ottobre 2019|Categories: News|Tags: , , , , , |0 Comments

Reati tributari: l’accertamento induttivo rileva nella quantificazione delle soglie di punibilità.

“In tema di reati tributari, ai fini del superamento della soglia di punibilità di cui all'art. 5 del d.lgs. n. 74 del 2000, il giudice può legittimamente avvalersi dell'accertamento induttivo dell'imponibile compiuto dagli uffici finanziari (Sez. 3, n. 24811 del 28/04/2011, Rv. 250647; Sez. 3, n. 40992 del 14/05/2013, Rv. 257619)”. La terza sezione Penale

9 Settembre 2019|Categories: News|Tags: , , , , |0 Comments

Presunzioni tributarie e giudizio penale: un rapporto ancora da chiarire nella giurisprudenza della Suprema Corte. E….. attenzione alle regole sui prelevamenti bancari!

Qualche settimana fa avevamo commentato la sentenza n. 7242 del 18 febbraio 2019 della terza sezione penale della Corte di Cassazione che aveva ribadito il principio per il quale le presunzioni legali previste dalle norme tributarie non possono costituire da sole una valida prova della commissione del reato ipotizzato nel contesto del processo penale. A

Ribadita dalla Cassazione l’inutilizzabilità delle presunzioni tributarie in ambito penale in assenza di altri riscontri.

La Terza sezione Penale della Corte di Cassazione nella Sentenza 18 febbraio 2019, n. 7242, ribadisce il proprio precedente orientamento in tema di utilizzo delle presunzioni tributarie ai fini penali. La questione era posta dal ricorrente come eccezione basata sulla contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione della sentenza impugnata nella parte in cui erano stati

19 Febbraio 2019|Categories: News|Tags: , , , , |0 Comments

Sequestro preventivo per reati tributari incompatibile con la sentenza tributaria (anche non definitiva) favorevole al contribuente.

In tema di reati tributari, non è possibile disporre o mantenere il sequestro preventivo, in caso di annullamento della cartella esattoriale da parte della commissione tributaria. Ciò anche se la sentenza non è definitiva, ma ha comunque effetto immediatamente esecutivo e dunque determina il relativo provvedimento di "sgravio" da parte dell'Amministrazione finanziaria. Questo il principio

Nessuna condanna per il liquidatore in carica alla data dell’adempimento se l’amministratore non ha accantonato le risorse necessarie al versamento iva.

La sentenza n. 45308 del 9 ottobre 2018 della Corte di Cassazione, Sez. V penale (Pres. Zaza, Rel. Tudino) affronta la questione del reato di omesso versamento IVA in capo al liquidatore di Società. Nel caso specifico, un ex amministratore di una Srl era stato condannato per il reato di omesso versamento IVA, mentre era

Reato di omessa dichiarazione e sequestro conseguente: prima viene il patrimonio della società, solo dopo quello del legale rappresentante.

Quando si procede per reati tributari commessi dal legale rappresentante di una persona giuridica, è legittimo il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente dei beni dell'imputato, ma solo sul presupposto dell'impossibilità di reperire il profitto del reato nel caso in cui dallo stesso soggetto non sia stata fornita la prova della concreta  esistenza di