Operazioni soggettivamente inesistenti: la Cassazione ribadisce (con estrema chiarezza) l’onere probatorio a carico dell’amministrazione riguardo la conoscibilità della frode a monte con mezzi ordinari

Forse un po’ troppo enfatizzata dalla stampa specializzata la Sentenza 10 novembre 2020, n. 25106 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Virgilio Rel. Triscari), la quale sostanzialmente ribadisce quello che è l’orientamento degli ultimi due-tre anni della Corte in materia di operazioni soggettivamente inesistenti, più in linea rispetto al precedente con le elaborazioni

Accertamento con rinvio a verifiche in azienda: fa parte dell’onere probatorio a carico dell’amministrazione produrre in giudizio il processo verbale di constatazione.

Un particolare processo tributario nel corso del quale pare di capire non sia mai stato eccepito il difetto di allegazione in relazione al p.v.c. su cui si fondava l’accertamento e una particolarissima sentenza di CTR nella quale addirittura la Commissione aveva addossato al contribuente la mancata produzione in giudizio del predetto p.v.c., avendone questi contestati

Presupposti per l’inerenza di un costo e ripartizione dell’onere probatorio.

Segnaliamo la Sentenza n. 1544 del 20 gennaio 2017 della Sezione Tributaria in quanto in essa la Corte, accogliendo un ricorso dell’Agenzia delle Entrate, traccia alcuni passaggi che ci sembrano significativi in tema di inerenza di un costo in ambito di imposte dirette e con riferimento anche alla deducibilità della relativa imposta sul valore aggiunto.

24 Gennaio 2017|Categories: News|Tags: , , , |0 Comments