Operazioni soggettivamente inesistenti: la Cassazione fa il punto sulla questione dell’onere della prova

L’Ordinanza 6 luglio 2021, n. 19169 (Pres. Cirillo, Rel. Condello) della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione riporta le recenti elaborazioni giurisprudenziali in tema di operazioni soggettivamente inesistenti e risulta pertanto da menzionare, anche se complessivamente non ci sono novità di rilievo da segnalare nelle prospettazioni dei Giudici di Legittimità. Viene ribadito invece che per

Notifica a mezzo posta di più atti impositivi con una sola busta: va provato il contenuto multiplo.

Dove l'involucro della raccomandata contenga plurime comunicazioni, e il destinatario ne riconosca solo una, è necessario, perché operi la presunzione di conoscenza posta dall'art. 1335 c.c., che l'autore della comunicazione, il quale abbia scelto detta modalità di spedizione per inviare due comunicazioni, fornisca la prova che l'involucro le conteneva, atteso che, secondo l'id quod plerumque

Operazioni soggettivamente inesistenti e onere della prova: necessaria forse un po’ di chiarezza.

Nell’ordinanza 28 maggio 2018, n. 13354 della VI Sezione della Corte di Cassazione (Pres. Cirillo, Rel. Luciotti) si torna a trattare di operazioni soggettivamente e di onere della prova della buona fede del cessionario (nel caso l’onere spetti a quest’ultimo) oppure della conoscibilità della frode (nel caso la prova debba essere a carico dell’amministrazione). Per

Esenzione dalla tassa di smaltimento per i rifiuti speciali con onere informativo a carico del contribuente.

La Sentenza 13 aprile 2018, n. 9214 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Chindemi, Rel. Castorina) individua alcuni principi in materia di tassa sui rifiuti allineandosi, anche se con qualche distinguo, con il recente filone giurisprudenziale che vede i rifiuti speciali, tossici o nocivi e le relative aree di produzione essere esclusi dal

Operazioni inesistenti e onere probatorio secondo la Cassazione.

L’ordinanza 4 ottobre 2017 n. 4 ottobre 2017, n. 23166 della quinta sezione della Corte di Cassazione (Pres. Greco, Rel. Iannello), ripercorre una gamma notevole di riferimenti giurisprudenziali utili per dosare l’onere probatorio tra contribuente e amministrazione in tema di operazioni inesistenti. In particolare nei casi in cui vada provata la conoscenza o almeno la

Accertamento con rinvio a verifiche in azienda: fa parte dell’onere probatorio a carico dell’amministrazione produrre in giudizio il processo verbale di constatazione.

Un particolare processo tributario nel corso del quale pare di capire non sia mai stato eccepito il difetto di allegazione in relazione al p.v.c. su cui si fondava l’accertamento e una particolarissima sentenza di CTR nella quale addirittura la Commissione aveva addossato al contribuente la mancata produzione in giudizio del predetto p.v.c., avendone questi contestati

Ricorso avverso il diniego di rimborso di imposta. Grava sul contribuente l’onere probatorio.

In tema di contenzioso tributario, il contribuente che impugni il rigetto dell'istanza di rimborso di un tributo riveste la qualità di attore in senso sostanziale, con una duplice conseguenza: In primo luogo che grava su di lui l'onere di allegare e provare i fatti a cui la legge ricollega il trattamento impositivo rivendicato nella domanda

10 Gennaio 2017|Categories: News|Tags: , , , |0 Comments