Legittimo l’atto impositivo che aggiunge materia imponibile a quanto constatato nel p.v.c..

“In tema di contraddittorio e di poteri del giudice tributario, non sussiste alcuna lesione del diritto di difesa per il solo fatto che la ripresa ad imposizione contenuta nell'avviso di accertamento sia per importi superiori a quelli oggetto del prodromico processo verbale di constatazione, in quanto l'atto impositivo non dipende necessariamente dal p.v.c., perché solo

Indagini finanziarie: vanno ammesse le dichiarazioni di terzi a difesa del contribuente.

Niente di particolarmente innovativo nella Ordinanza n. 13174 del 16 marzo 2019 (Pres. Campanile, Rel. Condello) della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione. Tuttavia l’autorevolezza della elaborazione giurisprudenziale non mancherà di fornire spunti interessanti per la difesa del contribuente in caso di indagini finanziarie e utilizzo delle relative presunzioni in fase di accertamento. Nel caso

Indagini finanziarie sicuramente anche a carico di lavoratori dipendenti. Ma con quali limiti?

L’Ordinanza 4 gennaio 2019, n. 104 della Sesta Sezione della Corte di Cassazione (Pres. Iacobellis, Rel. Delli Priscoli) ci offre l’occasione per trattare in breve di un recente orientamento della Suprema Corte che risulta, a nostro modestissimo avviso, non privo di criticità. Ovvero dell’applicazione automatica (addirittura richiamando una fantomatica “presunzione legale”) del risultato delle indagini

9 Gennaio 2019|Categories: News|Tags: , , , , , |0 Comments

Indagini finanziarie sui conti di terzi: utilizzabili solo se l’Amministrazione prova la disponibilità di fatto del conto da parte del contribuente accertato.

L’Ordinanza 20 dicembre 2018, n. 32974 della Sezione Tributaria (Pres. Cirillo, Rel. Locatelli), respingendo un ricorso dell’Agenzia delle Entrate, conferma un precedente orientamento di carattere maggiormente rigoroso in materia di indagini finanziarie su conti formalmente intestati a persone diverse dal contribuente accertato. Innanzitutto la procedura viene ritenuta corretta da un punto di vista normativo da

Movimenti bancari sul conto del coniuge: inammissibile la doppia presunzione.

L’ordinanza 9 ottobre 2018, n. 24903 della sesta sezione della Corte di Cassazione (Pres. Cirillo, Rel. Manzon), in tema di doppia presunzione sui movimenti bancari del coniuge, dichiara inammissibile il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate. Nel caso specifico, il contribuente presentava ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Parma avverso un atto di accertamento basato sulle

Movimenti sui conti correnti dei familiari: riconducibili al professionista a certe condizioni.

La sesta sezione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza 11 settembre 2018 n. 22089 (Pres. Cirillo, Rel. Luciotti) emette un’altra pronuncia “collage”, di quelle che a nostro modesto avviso non sono del tutto chiare, riportando brani da altre massime, non sempre centrate come riferimento, poiché si riferiscono a questioni non esattamente coincidenti. Ciò premesso, comunque,

Illegittimo l’accertamento da indagini finanziarie sui soci senza la prova della riferibilità dei movimenti bancari alla società.

L’ordinanza 1° febbraio 2018 n. 2536 della VI sezione della Corte di Cassazione (Pres. Iacobellis, Rel. Conti) si occupa di un accertamento fondato sulle indagini bancarie nel quale erano state attratte alla base imponibile della società le movimentazioni sui conti di tutti i soci, sul presupposto che i movimenti non giustificati fossero in realtà maggiori

La ripartizione dell’onere probatorio nelle indagini finanziarie.

La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 711 del 13 gennaio 2017 della quinta sezione (Pres. Tirelli, rel. Tricomi), esamina una questione relativa ad un accertamento fiscale basato su indagini finanziarie ai sensi dell’articolo 32 del D.P.R. 600/73. Secondo la Corte qualora l'accertamento effettuato dall'ufficio finanziario si fondi su verifiche di conti correnti bancari, l'onere

19 Gennaio 2017|Categories: News|Tags: , , |0 Comments

Indagini finanziarie su parenti: illegittimo il loro utilizzo a meno che l’Ufficio non provi l’intestazione fittizia del conto.

La sentenza 27 gennaio 2016, n. 1464 della Corte di Cassazione ripropone un recente orientamento in senso garantista relativamente all’utilizzo, negli accertamenti, delle risultanze attinte dai conti correnti dei familiari (nel caso specifico parenti dei soci di una società di persone).  Ciò significa quindi che l’intestazione fittizia non può essere presunta dal rapporto di parentela,

10 Febbraio 2016|Categories: News|Tags: |0 Comments

Prelievi non giustificati: il blocco della presunzione ex art. 32 per i professionisti va esteso anche a talune imprese?

E’ noto che la Corte Costituzionale con sentenza n. 228 del 24 settembre 2014 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 32, comma 1, numero 2), secondo periodo, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), come modificato dall’art. 1, comma 402, lettera a), numero 1), della legge

28 Gennaio 2016|Categories: News|Tags: |0 Comments