Deposito non dichiarato e beni in esso presenti: la presunzione di cessione viene eliminata con idonea documentazione.

Con sentenza n. 1217, depositata in data 21 gennaio 2020, la Corte di Cassazione (Pres. Cirillo, Rel. D’Orazio) ha stabilito che, in materia di IVA, non sussiste la presunzione di avvenuta cessione dei beni in seguito alla destinazione degli stessi in un deposito (ancorché non dichiarato); detto principio resta valido tuttavia a condizione che il

Ricorso alla commissione tributaria valido anche se i documenti allegati non sono coincidenti con quelli presenti nell’istanza di reclamo indirizzata all’amministrazione finanziaria.

La sezione filtro della Corte di Cassazione, nell’ordinanza n. 23523 del 20 settembre 2019 (Pres. Greco Rel. Luciotti) accoglie una eccezione del contribuente che lamentava la violazione e falsa applicazione degli artt. 17 bis e 22 d.lgs. n. 546 del 1992 e 7 della legge n. 212 del 2000 sul presupposto che erroneamente la CTR

Anche i regali di nozze costituiscono valida difesa dall’accertamento sintetico.

La sintesi del titolo è probabilmente un tantino eccessiva, visto che l’Ordinanza  7 settembre 2018, n. 21783 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Virgilio, Rel. Greco) risolve la questione a favore del contribuente per motivi connessi alla mancata valutazione della documentazione prodotta a propria difesa, già nella fase pre-contenziosa, documentazione non sufficientemente elaborata

Giudizio tributario: i documenti tardivamente prodotti in primo grado sono buoni in appello.

La Corte di Cassazione nella sentenza n. 27474 del 30 dicembre 2016 della quinta sezione (Pres. Botta, Rel. De Masi) affronta la questione della tardiva produzione di documenti nel giudizio tributario di primo grado con riferimento alle conseguenze processuali della tardività sulle fasi successive della controversia. Il contribuente ricorrente aveva infatti contestato nel ricorso per cassazione,

12 Gennaio 2017|Categories: News|Tags: , , |0 Comments