Ribadita la nullità dell’accertamento emesso “ante tempus”.

In un momento nel quale le certezze giurisprudenziali consolidate possono subire qualche “scalfitura” (ci riferiamo in particolare alla sentenza 19 aprile 2019, n. 11013 sulla delega alla sottoscrizione dell’avviso di accertamento ai sensi dell’art. 42 del D.P.R. n. 600/1973 per cui sarebbe legittima anche la delega “in bianco”....) fa piacere che alcuni principi di garanzia

La Corte di Cassazione continua nell’opera di demolizione dello statuto del contribuente.

Come i nostri lettori sanno è nostra abitudine avere il massimo rispetto per le pronunce relativamente alle quali esprimiamo le nostre modestissime valutazioni e per i Giudici che le elaborano. E anche in questo caso rinnoviamo tale rispettoso apprezzamento. Ma al tempo stesso non possiamo non notare, avendo da tempo posto l’attenzione sulla questione del

Contraddittorio preventivo: avviso nullo se non vengono esaminate le ragioni del contribuente nelle memorie sul p.v.c.

La Corte di Cassazione, Sezione VI, nella Sentenza 15 novembre 2018, n. 29487 (Pres. Iacobellis, Rel. Conti) esamina l’applicazione della principale norma interna in tema di contraddittorio preventivo tributario, ovvero dell’articolo 12, comma 7, della Legge 212/2000. La Corte si interroga sulla estensione dell’obbligo di valutazione delle osservazioni del contribuente e sulle conseguenze della mancata

Mancato esame delle memorie su p.v.c.: conseguente nullità dell’atto impositivo.

L’Ordinanza 2 luglio 2018, n. 17210 della VI Sezione della Corte di Cassazione (Pres. Iacobellis, Rel. Mocci) fornisce una sintetica ma efficace lettura dell’articolo 12 comma 7 dello Statuto del Contribuente e del relativo obbligo di contraddittorio preventivo relativamente alla necessità che le memorie del contribuente siano valutate. Con la conseguenza che la mancata considerazione

Accertamenti a tavolino legittimi anche senza contraddittorio preventivo. Ma forse in materia di IVA…..

L’Ordinanza 25 giugno 2018, n. 16641  della Corte di Cassazione, sesta sezione (Pres. Iacobellis, Rel. La Torre) respinge il ricorso di un contribuente fondato sulla presunta violazione dell'art. 12 comma 7 I. 212/2000. Secondo il ricorrente, che invoca al riguardo anche questioni di legittimità costituzionale, la garanzia del contraddittorio doveva infatti trovare applicazione anche nelle

Avviso di accertamento emesso “ante tempus”: non rileva l’imminente decadenza del termine di accertamento.

L’Ordinanza 10 aprile 2018 n. 8749 della sesta sezione della Corte di Cassazione (Pres. Cirillo, Rel. Luciotti) torna sul caso di un avviso emesso ante tempus rispetto alle regole dell’art. 12, comma 7, della legge n. 12 del 2000. Nello specifico viene accolto il ricorso di un contribuente che muove l’eccezione di violazione e falsa

Contraddittorio preventivo necessario in ambito IVA (con qualche necessaria precisazione).

Non brillantissima, ma certo nelle conclusioni conforme alla giurisprudenza delle Sezioni Unite cronologicamente più recente, l’Ordinanza della sesta sezione della Corte di Cassazione del 6 febbraio 2018 n. 2873 (Pres. Cirillo, Rel. Napolitano) in tema di contraddittorio endoprocedimentale preventivo. Il ricorso è proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso una Sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania

8 Febbraio 2018|Categories: News|Tags: , , , , |0 Comments

Anche gli accessi brevi per acquisizione di informazioni sono soggetti all’obbligo di contraddittorio preventivo.

Pochi giorni fa avevamo commentato l’Ordinanza della VI Sezione della Corte di Cassazione n. 10897 del 5 maggio 2017 che aveva statuito che le garanzie previste dall’articolo 12 comma 7 della L. 212/2000 (cioè la possibilità di presentare osservazioni nei 60 giorni successivi alla chiusura del verbale) si applichino anche in caso di acquisizione di