Preclusione sul doppio contraddittorio in adesione. Solo se il primo invito a comparire contiene la proposta di adesione con i relativi importi.

L’ Ordinanza 20 dicembre 2017, n. 30577 della quinta sezione della Corte di Cassazione (Pres. Greco  Rel. Locatelli) respingendo un ricorso dell’Agenzia delle Entrate (e un ricorso incidentale del contribuente) si sofferma sugli effetti di un invito al contraddittorio ricevuto dal contribuente medesimo in relazione alla possibilità di presentare, dopo il ricevimento dell’accertamento, una istanza

ICI/IMU e immobili di interesse storico-artistico: le agevolazioni valgono anche se il vincolo attiene a una sola porzione dell’immobile.

La Corte di Cassazione, decidendo su un ricorso del contribuente in materia ICI, accoglie le doglianze di quest’ultimo nella Ordinanza 6 dicembre 2017 n. 29194 della quinta sezione (pres. Di Iasi, rel. De Masi). La questione verteva sulle agevolazioni di cui aveva goduto una società in materia di ICI, sul presupposto che l’immobile fosse da

Perdita dei benefici prima casa: si consolida l’orientamento che computa il termine di accertamento non dalla registrazione ma dal mancato realizzo della condizione di accesso.

Abbiamo già esaminato recentemente la questione con riferimento alla perdita dei benefici in caso di mancato riacquisto di una casa di abitazione, con riferimento all'ordinanza 23 novembre 2017, n. 28006 della sesta sezione (Pres. Iacobellis, Rel. Mocci). La questione si ripropone in relazione all’ordinanza 28860 del 1° dicembre 2017 ancora della sesta sezione (Pres. Iacobellis,

Confisca di prevenzione non automatica sui beni dell’evasore fiscale.

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione, nell’argomentatissima sentenza n. 53003 del 21 novembre 2017 della sesta sezione penale (Pres. Conti, Rel. Villoni) accoglie il ricorso di un notaio a cui carico era stata disposa la confisca degli immobili di proprietà nel contesto di una inchiesta per frode fiscale. La stessa era stata peraltro preceduta

Cartella di pagamento per interessi maturati sul debito tributario: obbligatorie sia la motivazione che l’allegazione degli atti presupposti.

“In tema di riscossione delle imposte sul reddito, la cartella di pagamento degli interessi maturati su un debito tributario deve essere motivata; non rilevando che il debito sia stato riconosciuto in una sentenza passata in giudicato, dal momento che il contribuente dev'essere messo in grado di verificare la correttezza del calcolo degli interessi, tanto più

Ancora pronunce dei giudici di merito a favore dell’obbligo di contraddittorio preventivo generalizzato.

Segnaliamo una bella, molto argomentata e coraggiosa sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Roma, XXVIII sezione, precisamente la n. 23640 depositata il 7 novembre 2017 (Pres. Clemente, Rel. Di Ruberto). Il tema è ancora il contraddittorio endoprocedimentale preventivo che, dopo la svolta delle Sezioni Unite del 9 dicembre 2015 (n. 24823), ha visto una riduzione

Confermata la non retroattività del “lieve inadempimento”.

I benefici per il contribuente stabiliti dal decreto legislativo 159/2015 che ha introdotto il nuovo articolo 15-ter nel Dpr 602/1973 (richiamato in relazione a diverse fattispecie) non sono applicabili ai rapporti precedenti all’entrata in vigore della riforma della riscossione. Tale lettura caratterizza l’Ordinanza 9 novembre 2017, n. 26631 della sesta sezione della Corte di Cassazione (Pres. Cirillo,

Contraddittorio necessario anche per gli accertamenti “a tavolino”.

Malgrado le affermazioni di principio contenute nell’ultima pronuncia delle Sezioni Unite (n. 24823/2015) in tema di contraddittorio endoprocedimentale preventivo, non mancano le sentenze di merito che si pongono in aperto contrasto con tale lettura, richiamando anche i riferimenti forniti dalla Corte Costituzionale nell’altrettanto celebre sentenza n. 132/2015. E’ il caso della Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia

Pagamento mediante compensazione volontaria con crediti d’imposta (art. 28-ter del DPR 602/73): la proposta può essere impugnata in Commissione Tributaria per contestare il debito.

L’articolo 28-ter del decreto sulla riscossione consente al concessionario, qualora  il contribuente abbia degli importi a debito e al contempo, su segnalazione dell’Agenzia, si appuri che debba essere destinatario di un rimborso, di formulare una proposta di compensazione (anche parziale) tra credito da rimborsare e debito da assolvere. E se il debito come quantificato non

Convenzioni contro le doppie imposizioni: prevalenza sulle norme interne secondo la Cassazione.

Una interessante sentenza della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (13 ottobre 2017 n. 24112, Pres. Cappabianca, Rel. Virgilio) si occupa del caso di un giornalista corrispondente da Londra del quotidiano “La Stampa” che si era visto accertare in Italia i redditi da lavoro percepiti a Londra. La Corte chiarisce i rapporti, nella coesistenza delle