Spedizione del ricorso (o dell’appello) a mezzo del servizio postale. Alcune precisazioni dalla Cassazione relativamente alla costituzione in giudizio.

Spedizione del ricorso (o dell’appello) a mezzo del servizio postale. Alcune precisazioni dalla Cassazione relativamente alla costituzione in giudizio.

Di qualche settimana fa, ma certamente da segnalare l’Ordinanza 27 aprile 2018, n. 10256 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Pres. Crucitti, Rel. D’Orazio) che risolve alcuni dubbi interpretativi sulla notifica dei ricorsi o degli appelli a mezzo posta.

Il primo comma dell’articolo 22 del D.Lgs 546/92 prevede, relativamente alla costituzione in giudizio, che “Il ricorrente, entro trenta giorni dalla proposizione  del  ricorso,  a pena  d’inammissibilità  deposita,  nella   segreteria   della   commissione tributaria adita, o trasmette a mezzo posta,  in  plico  raccomandato  senza busta con avviso di ricevimento, l’originale del ricorso notificato a  norma degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura  civile  ovvero  copia del ricorso consegnato o spedito per posta, con fotocopia della ricevuta  di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del  servizio  postale”.

Una prima questione allora è quella del momento a cui far riferimento, quale “presentazione del ricorso” in caso di spedizione a mezzo del servizio postale alla controparte. Ovvero, i 30 giorni per la costituzione decorrono in questo caso dalla spedizione o dal ricevimento della raccomandata?

Una rapida lettura del decreto sul processo tributario farebbe pensare alla spedizione. Infatti per il rinvio che l’articolo 20 fa all’articolo 16 del decreto, in questa norma troviamo, al comma terzo, la precisazione per cui “Le notificazioni possono essere fatte anche direttamente  a  mezzo  del servizio postale  mediante  spedizione  dell’  atto”. Ma è altrettanto vero che al successivo comma quinto si legge: “Qualunque comunicazione o notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data della spedizione;  i  termini  che  hanno  inizio dalla notificazione o dalla comunicazione decorrono dalla data in cui l’atto è ricevuto”. Sicuramente il termine di 30 giorni per costituirsi decorre dalla notificazione, ma è un termine che è posto su chi spedisce e non su chi riceve, quindi il dubbio interpretativo resta.

La Corte risolve il problema precisando (con riferimento alla notifica dell’appello, che tuttavia richiama le norme appena citate) che “il termine per la costituzione in giudizio dell’appellante non è ancorato alla data di spedizione del ricorso, ma a quella della sua ricezione da parte del destinatario”. Nel caso specifico, ricostruite le date, si desume che “La costituzione in giudizio era tempestiva in quanto avvenuta … entro i trenta giorni dalla ricezione dell’appello da parte della destinataria”.

I Giudici ricordano al riguardo che per la Suprema Corte a Sezioni Unite, nel processo tributario, il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente (o dell’appellante), che si avvalga per la notificazione del servizio postale universale, decorre non dalla data della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione del plico da parte del destinatario – o dall’evento che la legge considera equipollente alla ricezione – (Cass., Sez. U., 29/05/2017, n. 13452).

La seconda questione relativa alla spedizione a mezzo posta che viene pure affrontata nell’ordinanza riguarda l’ammissibilità di un ricorso (o di un appello) relativamente al quale all’atto della costituzione in giudizio non si depositi la ricevuta di spedizione ma l’avviso di ricevimento che indica anche la data di spedizione.

Infatti l’art. 22 primo comma del D.Lgs. n. 546 del 1992 prevede che “all’atto della costituzione il ricorrente entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso, a pena d’inammissibilità deposita, nella segreteria della commissione tributaria adita, o trasmette a mezzo posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, l’originale del ricorso notificato a norma degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile ovvero copia del ricorso consegnato o spedito per posta, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale”.

Per la Corte non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso (o dell’appello), che sia stato notificato direttamente a mezzo del servizio postale universale, il fatto che il ricorrente (o l’appellante), al momento della costituzione depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, ma con l’importante precisazione che ciò è vero “purché nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario”.

Condividi
Facebooktwitterlinkedin