Ribadito il principio del doppio binario. Ma attenzione….

Ribadito il principio del doppio binario. Ma attenzione….

L’ordinanza n. 3759 del 13 febbraio 2017 della sesta sezione della Corte di Cassazione (Pres. e Rel. Cirillo) torna sulla questione del doppio binario tra processo penale e processo tributario.

Lo fa escludendo l’ipotesi dell’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, adombrata dal contribuente nel ricorso. Infatti, secondo la Corte, contrariamente a quanto asserito dal ricorrente, il giudice d’appello ha esaminato, pur succintamente, le risultanze penali. Dei fatti ha dato tuttavia una valutazione diversa da quella dell’A.G. penale.

Secondo la sesta sezione ciò è consentito in ragione del doppio binario di separata cognizione dei medesimi fatti su cui si fonda l’accertamento dell’ufficio finanziario, correlato anche al diverso regime probatorio che regola i due processi (Cass. 19786/11, 2938/15).

In questo modo, per la Cassazione, il ricorrente non fa altro che sollecitare una rivalutazione di merito che introduce una inammissibile terza istanza di giudizio sui fatti. Pertanto il motivo viene respinto.

La questione è espressa in modo molto sintetico e non si riesce a capire quale sia il motivo per cui il giudice di appello abbia “superato” la valutazione fatta dal giudice penale dei fatti. Se ciò fosse davvero dovuto alle diverse modalità probatorie dei due giudizi (es. se lo avesse fatto sulla base di presunzioni) il principio del doppio binario dovrebbe probabilmente applicarsi. Ma se il giudice penale avesse valorizzato dei riscontri oggettivi e/o dei documenti, cioè avesse fatto delle valutazioni possibili anche per il giudice tributario e a questo consentite sul piano dei mezzi istruttori e delle prove, il problema andrebbe posto. Altrimenti il doppio binario sconfinerebbe nell’arbitrio e vi sarebbero non pochi problemi di ragionevolezza nella tenuta, costituzionalmente orientata, di una tale interpretazione.

Da non dimenticare poi che nel caso di una denuncia per reati tributari che prolunghi i termini di accertamento, al giudice tributario, su base oggettiva e documentale, compete quella “prognosi postuma” sulla validità della denunzia e sulla sua pretestuosità e strumentalità in caso di archiviazione (o esito negativo) dell’azione penale (corte Costituzionale 247/2011). Quindi non è vero che i due giudizi siano sempre scissi come la sesta sezione ci ricorda. La valutazione va fatta, piuttosto, caso per caso.

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