Operazioni inesistenti: onere della prova contraria a carico del contribuente?

Operazioni inesistenti: onere della prova contraria a carico del contribuente?

Con l’ordinanza n. 17918 depositata il 13 agosto 2014 la Corte di Cassazione Sez. VI, afferma il principio per cui qualora l’Amministrazione contesti al contribuente l’indebita detrazione di fatture, in quanto relative ad operazioni inesistenti, e fornisca attendibili riscontri indiziari sulla inesistenza delle operazioni fatturate, è onere del contribuente dimostrare la fonte legittima della detrazione o del costo altrimenti indeducibili, non essendo sufficiente, a tal fine, la dimostrazione della regolarità formale delle scritture o le evidenze contabili dei pagamenti, come nella specie, in quanto si tratta di dati e circostanze facilmente falsificabili (V. pure Cass. Sentenze n. 12802 del 10/06/2011, n. 2847 del 2008).

Doveroso segnalare come questa elaborazione, come altre conformi, contrastino con diverso approccio adottato dalla Corte di giustizia in ambito IVA. Con riferimento a tale tributo la Corte UE, nel ritenere eccezionale la possibilità di negare il diritto di detrazione, valorizza in modo compiuto lo stato soggettivo del committente/cessionario affermando che tale diritto può essere negato solo se si dimostra che costui “sapeva o avrebbe dovuto sapere che l’operazione invocata a fondamento del diritto a detrazione si iscriveva in un’evasione commessa dal suddetto emittente o da un altro operatore intervenuta a monte della catena di prestazioni” (C. giust., 21.6.2012, Mahagében e Dávid, cause riunite C-80/11 e C-142/11, cit., punto 50).

Forse una chiave di lettura che apre un po’ alla difesa del contribuente è contenuta in un passaggio successivo della motivazione. Letteralmente “La dimostrazione del mancato pagamento dell’IVA come modalità preordinata al conseguimento di un utile nel meccanismo fraudolento e in secondo luogo, della connivenza nella frode da parte del cessionario, può ben essere fornita non necessariamente con prova certa ed incontrovertibile, bensì con presunzioni semplici, purchè dotate del requisito di gravità, precisione e concordanza, consistenti nella esposizione di elementi obiettivi tali da porre sull’avviso qualsiasi imprenditore onesto e mediamente esperto sull’inesistenza sostanziale del contraente. Pertanto, qualora fornisca tale prova, come nel caso in esame, grava sul contribuente l’onere di dimostrare il contrario (Cfr. anche Cass. Sentenze n. 10414 del 12/05/2011, n. 8132 del 2011)”.

L’espressione “qualora fornisca tale prova” sembra quindi da sottolineare per ciò che attiene a tale onere che, ad onta di quanto esposto nel periodo precedente della sentenza, esso grava pur sempre sull’Amministrazione.

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8 Settembre 2014|Categories: News|0 Comments