Omesso versamento IVA sopra soglia: il reato va valutato sulla base del comportamento.

Omesso versamento IVA sopra soglia: il reato va valutato sulla base del comportamento.

Non è sufficiente per configurare il reato di omesso versamento Iva (articolo 10 ter Dlgs 74/2000 il dolo generico del reato integrato dalla scelta consapevole di omettere i pagamenti senza aver riguardo alle ragioni dell’inadempimento. Lo afferma la Corte di Cassazione sezione III penale, con la sentenza 37301 depositata ieri.
Al rappresentante legale di un società era confermata dalla Corte di appello la condanna inflitta in primo grado per omesso versamento Iva poiché i giudici di secondo grado avevano ritenuto irrilevanti le giustificazioni sull’impossibilità di eseguire il pagamento.
Ma in realtà il contribuente aveva tentato in parte di pagare i debiti sia attraverso altre società, sia col proprio patrimonio. Alla fine era rimasto insoluto il solo debito Iva.
La Suprema corte ha evidenziato che si tratta, nel caso specifico di un reato omissivo a carattere istantaneo che, nel caso dell’Iva, prescinde anche dalla percezione dei corrispettivi. Allora si ha chel’elemento soggettivo è il dolo generico. Ma ciò non esclude che esistano casi, da valutare a cura del giudice di merito, nei quali vi è assoluta impossibilità di far fronte all’obbligazione tributaria. Per provare ciò il contribuente deve evidenziare che la crisi aziendale non sia dipesa da lui e che abbia posto in essere le misure necessarie e concrete per fronteggiarla. Tali principi valgono anche per il delitto di omesso versamento delle ritenute (articolo 10 bis Dlgs 74/2000).

 

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11 Settembre 2014|Categories: News|0 Comments