Niente IRAP per i medici che collaborano a strutture polifunzionali.

Un’ordinanza della VI Sezione della Corte di Cassazione (13 settembre 2016, n. 17986, Pres. Iacobellis, Rel. Iofrida) esamina ai fini IRAP il caso di un medico che lavora, tra l’altro, presso un “centro polifunzionale”, avvalendosi di un dipendente.

La Corte decide una vicenda processuale nella quale la CTR del Veneto, in riforma della sentenza di prime cure, aveva dichiarato dovuto il rimborso per la mancanza di elementi idonei “a configurare una specifica organizzazione di mezzi e personale funzionali a rendere l’attività professionale del medico parificabile a quella di un imprenditore”.
La Cassazione accoglie parzialmente il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. Sulla questione del dipendente infatti la Corte ribadisce la distinzione tra dipendente con mansioni di segreteria o d’ordine rispetto ad altre mansioni (v. Cass. SS.UU. n. 9451/15). A tale riguardo, poiché la sentenza impugnata non ha approfondito la natura dell’apporto lavorativo del dipendente, rinvia ad altra sezione della CTR per la necessaria verifica.

Sul punto relativo allo svolgimento dell’attività da parte del medico anche presso una “struttura polifunzionale”, invece, la Cassazione ribadisce quanto già affermato dalla Corte stessa (cfr. n. 11095/2015) circa il fatto che tale elemento non sia determinante nel rilevare una autonoma organizzazione: respinge pertanto l’eccezione sollevata su questo specifico argomento dall’Agenzia delle Entrate. Le stesse Sezioni Unite, aggiungiamo noi, si erano occupate qualche mese fa (Sentenza 13 aprile 2016, n. 7291) dello svolgimento dell’attività medica in studi multidisciplinari convenzionati con il Servizio Sanitario, arrivando alle stesse conclusioni. Per conseguenza si conferma il principio per cui non sono soggetti all’imposta regionale sulle attività produttive i proventi che un professionista percepisce come compenso per le attività svolte all’interno di una struttura polifunzionale da altri organizzata.

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