IMU incostituzionale?

Potenza dei “social”. Nei giorni scorsi su alcuni gruppi di FB è transitata la notizia che la Commissione Tributaria Provinciale di Massa Carrara con ordinanza n. 25 del 25 marzo 2015 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 43 del 28 ottobre 2015 ha dichiarato non manifestamente infondata la questione di legittimita’ costituzionale della legge istitutiva dell’Imu, per contrasto con gli artt. 53 e 42 della Costituzione. Gli atti sono quindi stati trasmessi alla Corte Costituzionale dai Giudici toscani.

Malgrado non ci possiamo dichiarare fiduciosi su una pronuncia della Consulta in senso favorevole ai contribuenti, l’ordinanza della CTP di Massa, per certi aspetti molto scarna, ha tuttavia il pregio di cogliere un elemento focale che farebbe pensare alla violazione del principio di capacità contributiva. Ovvero il collegamento tra fatto rivelatore di capacità contributiva (possesso di immobili) e mezzi per far fronte al tributo (reddito spendibile).  Ma siamo ben consapevoli del fatto che la giurisprudenza della Corte Costituzionale si sia da tempo discostata da questa impostazione rigorosa, basata sulla effettività e sulla attualità della capacità contributiva (cfr. sentenze 45/1964 e 50/1965) per giustificare il legislatore nella sua discrezionalità di imposizione scaturente da qualunque elemento rivelatore, per astratto che sia. Irap inclusa, vorremmo aggiungere.

Considerati anche il peso politico di alcune sentenze 2015 della Corte, ben sottolineato solo l’altro ieri da Enrico De Mita dalle colonne del Sole 24 Ore e l’impatto di una ipotetica declaratoria di illegittimità sui conti dei comuni, c’è ben poco da aspettarsi. A proposito, abbiamo constatato che il principale quotidiano economico (salvo nostri errori di ricerca) non ha neppure dato notizia dell’ordinanza di Massa. E ciò ci risulta strano.

Condividi
Facebooktwitterlinkedin