Dichiarazione omessa se ricevuta dal sistema ma con errori bloccanti.

La Corte di Cassazione, con sentenza 22 maggio 2015, n. 10599, esamina un caso di asserita omessa dichiarazione che aveva generato il recupero con procedura di liquidazione del credito da dichiarazione omessa. La particolarità della vicenda sta nel fatto che l’invio della dichiarazione era avvenuto attraverso un intermediario abilitato il quale aveva inviato effettivamente la dichiarazione medesima attraverso il servizio “Entratel”. Il sistema aveva in effetti generato una ricevuta ma, una volta elaborato l’invio, l’aveva scartato per presenza di errori bloccanti. Con ciò la dichiarazione non era stata acquisita.

La Corte accoglie la tesi dell’Agenzia delle Entrate e dichiara che il procedimento di inoltro della dichiarazione non è limitato, quanto alla sua valida conclusione, al mero adempimento materiale dell’invio, cui corrisponda una ricevuta generata dal sistema informatico interpellato, occorrendo invero una effettiva e definitiva acquisizione della dichiarazione (e dei suoi files) nel sistema stesso. Nel caso di cui si tratta il file è stato trasmesso mediante il servizio Entratel e ricevuto. Ma appunto non è stato trattato dal sistema stesso. Ne discende che si è determinata una qualità giuridica del tutto imperfetta in capo alla dichiarazione, in mancanza di dichiarazioni integrative o correzioni ad opera del contribuente o comunque dell’utente soggetto abilitato all’invio.

Sul punto dunque, secondo la Corte, erra la C.T.R. che, anche in punto di fatto, ha circoscritto la valorizzazione istruttoria degli elementi recati al processo alla sola circostanza del mero invio della dichiarazione e della sua materiale ricezione, trascurando di accertare se, nella documentazione fornita dall’Ufficio, si riscontrassero innanzitutto i requisiti per riferire quali non acquisiti, nel significato di respinti per disomogeneità rispetto al modello legale, il file di dichiarazione ovvero la dichiarazione della contribuente, secondo la citata regola dello scarto. Va invero ribadito il principio, reso in vicenda analoga da Cass. 675/2015, per cui è insufficiente la sola prima fase telematica di invio della dichiarazione, nonostante il messaggio testuale a corredo della stessa (“avvenuta ricezione del file”), poiché l’insorgenza di “errori bloccanti” ne determina lo “scarto” dal sistema telematico centrale ancora diretto ai soggetti intermediari abilitati all’invio, che debbono provvedere alla rimozione degli errori e alla ritrasmissione entro termine fisso (5 giorni dal ricevimento della comunicazione che motiva lo scarto), neutralizzando l’altrimenti stabilizzata considerazione di intempestività ovvero in alternativa contestare nei 60 giorni l’anomalia rilevata fornendo spiegazioni (come da circolare 35/E del 23.4.2002 Agenzia delle Entrate).

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