Corte UE: il diritto alla detrazione dell’IVA non può essere negato a causa di inadempimenti di carattere formale.

Ci sembra interessante riportare la Sentenza 12 settembre 2018, n. C-69/17 della Corte di Giustizia (Siemens Gamesa Renewable Energy România SRL / Agenţia Naţională de Administrare Fiscală) per i principi che essa contiene e che potrebbero essere rilevanti in altre situazioni paragonabili a quella oggetto del giudizio.

Nel caso specifico, la normativa rumena prevedeva che i contribuenti persone giuridiche o qualsiasi altra entità priva di personalità giuridica, sono dichiarati inattivi  se si verificano determinate condizioni, tra le quali il fatto di non aver presentato la dichiarazione IVA. Alla società  Gamesa è accaduto proprio di essere stata dichiarata contribuente inattivo ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 1 bis, del codice tributario rumeno, per il fatto di “non aver adempiuto, nel corso di un semestre civile, nessuno degli obblighi di dichiarazione previsti dalla legge”.

Respinto il reclamo amministrativo, la società ricorreva contestando all’amministrazione tributaria di aver violato il principio di proporzionalità e il principio di neutralità dell’IVA, in circostanze in cui essa soddisfaceva tutti gli obblighi necessari per la riattivazione del proprio numero d’identificazione IVA. Ciò premesso, la Curtea de Apel București (Corte d’appello di Bucarest, Romania) ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:

«1) Se la direttiva [2006/112] (in particolare, gli articoli 213, 214 e 273) osti, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, a una normativa nazionale o a una prassi fiscale secondo cui un contribuente non beneficia del diritto alla detrazione dell’IVA esercitato mediante più dichiarazioni IVA successivamente alla riattivazione del numero d’identificazione IVA del contribuente, per il fatto che l’IVA in questione è relativa ad acquisti effettuati in un periodo in cui il numero d’identificazione IVA del contribuente era inattivo.

2) Se la direttiva [2006/112] (in particolare, gli articoli 213, 214 e 273) osti, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, a una normativa nazionale o a una prassi fiscale secondo cui un contribuente non beneficia del diritto alla detrazione dell’IVA esercitato mediante più dichiarazioni IVA successivamente alla riattivazione del numero d’identificazione IVA del contribuente, per il fatto che, sebbene l’IVA in questione sia relativa a fatture emesse successivamente alla riattivazione del numero d’identificazione IVA del contribuente, essa riguarda acquisti effettuati in un periodo in cui il numero d’identificazione IVA era inattivo».

Per la Corte, il principio fondamentale di neutralità dell’IVA esige che la detrazione a monte dell’IVA sia concessa qualora i requisiti sostanziali siano soddisfatti, anche se taluni requisiti formali sono stati disattesi dai soggetti passivi (sentenze del 28 luglio 2016, Astone, C-332/15, EU:C:2016:614, punto 45; del 19 ottobre 2017, Paper Consult, C-101/16, EU:C:2017:775, punto 41, e del 26 aprile 2018, Zabrus Siret, C-81/17, EU:C:2018:283, punto 44).

In particolare, l’identificazione ai fini dell’IVA, di cui all’articolo 214 della direttiva 2006/112, nonché l’obbligo per il soggetto passivo di dichiarare l’inizio, la variazione e la cessazione delle proprie attività, di cui all’articolo 213 di tale direttiva, costituiscono soltanto requisiti formali a fini di controllo, che non possono mettere in discussione, in particolare, il diritto a detrazione dell’IVA, nei limiti in cui le condizioni materiali che fanno sorgere tale diritto siano soddisfatte (sentenze del 9 luglio 2015, Salomie e Oltean, C-183/14, EU:C:2015:454, punto 60, nonché del 7 marzo 2018, Dobre, C-159/17, EU:C:2018:161, punto 32).

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14 Settembre 2018|Categories: News|Tags: , , , , , , |0 Comments