Approvato il decreto sulla “certezza del diritto”.

Licenziati il 31 luglio dal Governo due decreti attuativi della delega fiscale ossia quello sulla certezza del diritto e sulla fattura elettronica tra privati.
Dopo il parere – lampo delle commissioni parlamentari il Consiglio dei Ministri ha approvato i due decreti mentre resta per adesso da definire lo schema di decreto sull’internazionalizzazione delle imprese che riscrive il ruling internazionale.

Brevemente sintetizziamo i temi del decreto sulla certezza del diritto, rinviando per un esame più dettagliato al testo completo.

L’articolo 1, inserendo l’articolo 10-bis nello statuto dei diritti dei contribuenti (legge n. 212 del 2000), disciplina l’abuso del diritto e l’elusione fiscale che sono unificati in un unico concetto che riguarda tutti i tributi, imposte sui redditi e imposte indirette, fatta salva la speciale disciplina vigente in materia doganale. In sostanza, in ottemperanza alla raccomandazione 2012/772/UE sulla pianificazione fiscale aggressiva, si introduce una norma generale antiabuso, mentre si abroga la vigente norma antielusiva applicabile solo per l’accertamento delle imposte sui redditi ad un numero chiuso di operazioni (articolo 37-bis, del D.P.R. n. 600 del 1973).

In sintesi, l’abuso del diritto si configura in presenza di:

  • una o più operazioni prive di sostanza economica;
  • rispetto formale delle norme fiscali;
  • la realizzazione di un vantaggio fiscale indebito;
  • il vantaggio fiscale costituisce l’effetto essenziale dell’operazione.

L’articolo 2 introduce un limite alla disciplina del raddoppio dei termini per l’accertamento in caso di reato tributario: il raddoppio non opera qualora la denuncia da parte dell’amministrazione finanziaria sia presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini.

In sostanza, il raddoppio potrà operare solo se la violazione penale sarà stata denunciata dall’amministrazione finanziaria all’autorità giudiziaria entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o, in caso di presentazione omessa o nulla, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo.

Gli effetti degli atti impositivi notificati sulla base dell’attuale disciplina del raddoppio sono fatti salvi espressamente dalla norma in esame (comma 3). Pertanto, qualora non sia stato notificato un atto impositivo alla data di entrata in vigore del decreto, opera la decadenza per i periodi di imposta fino al 2009 compreso.

Si segnala peraltro che lo schema non dà attuazione ai commi 3 e 4 dell’articolo 6, che prevedono forme di tutoraggio per le imprese minori, con l’utilizzo di modelli precompilati, anche al fine di assisterli nel processo di consolidamento della capacità fiscale correlato alla crescita e alle caratteristiche strutturali delle imprese. Si prevede inoltre l’istituzione di forme premiali, consistenti in una riduzione degli adempimenti, in favore dei contribuenti che aderiscano ai sistemi di tutoraggio.

Si segnala al riguardo che ai sensi del d.lgs. n. 175 del 2014 la dichiarazione precompilata è disponibile solo per i lavoratori dipendenti e i pensionati.

L’articolo 6 prevede inoltre, rispettivamente ai commi 5 e 6, norme in materia di rateizzazione dei debiti tributari e revisione generale della disciplina degli interpelli.

 

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2 Agosto 2015|Categories: News|Tags: |0 Comments