Agevolazioni ICI per immobili inagibili: non è indispensabile la dichiarazione al Comune.

Nelle nostre riflessioni verso un fisco “normale” e non vessatorio ci imbattiamo oggi nella Sentenza della Corte di Cassazione n. 12015 del 10 giugno 2015.

Essa propone una interessante (e per certi versi ampliabile) questione. Cosa succede se il contribuente, proprietario di un fabbricato inagibile (e quindi con ICI ridotta al 50%) si dimentica di dichiarare lo stato di inagibilità al Comune? Prevale il presupposto di fatto (l’inagibilità) o la comunicazione formale al Comune?

I Giudici privilegiano stavolta l’aspetto sostanziale. Ovvero si afferma che, nella ipotesi di immobile inagibile, inabitabile e comunque di fatto inutilizzato, l’imposta va ridotta al 50 per cento, ai sensi dell’art. 8, primo comma, del DLgs. 30 dicembre 1992, n. 504, e, qualora dette condizioni di inagibilità o inabitabilità – accertabili dall’ente locale o comunque autocertificabili dal contribuente permangano per l’intero anno, il trattamento agevolato deve estendersi a tutto il relativo arco temporale.

Ciò anche se il contribuente non aveva presentato richiesta di usufruire del beneficio della riduzione del 50% prevista dall’art. 8 comma 1 DLgs. 504/1992 tanto più che il contribuente aveva presentato perizia di parte, costituente prova idonea in ordine allo stato di inagibilità anche in mancanza di denuncia e richiesta del beneficio di cui all’art. 8 sopra indicato. In più non risulta in atti la contestazione del fatto che lo stesso Comune aveva dichiarato inagibile l’immobile.

 

Ma al di là dell’aspetto specifico è interessante constatare il richiamo operato dalla Cassazione al “principio di collaborazione e buona fede che deve improntare i rapporti tra ente impositore e contribuente (art. 10, comma 1, legge 212/2000), di cui è espressione anche la regola secondo la quale al contribuente non può essere richiesta la prova dei fatti documentalmente noti all’ente impositore (art. 6, comma 4, legge 212/2000)”

Si conclude dunque affermando che  “deve ritenersi che nessun altro onere probatorio gravasse sul contribuente”.

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16 Giugno 2015|Categories: News|Tags: |0 Comments