E’ in rete il numero 25 del nostro approfondimento mensile.

Da stasera è liberamente consultabile on line il numero 25 del nostro approfondimento tributario. Con un editoriale di Paolo Cardenà sul possibile concreto inasprimento dell’imposta di successione e alla recente prassi sulle polizze vita, un contributo di Maurizio Villani e Iolanda Pansardi sull’annosa questione del credito iva da omessa dichiarazione, una attenta analisi degli effetti

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Non basta il valore dei beni strumentali per individuare l’autonoma organizzazione a fini IRAP.

Prosegue il filone giurisprudenziale della Suprema Corte che richiede un certo rigore probatorio (nei soli casi dei lavoratori autonomi, per la verità) nella individuazione dei requisiti affinché si determini l’autonoma organizzazione a fini IRAP e dunque per considerare il contribuente soggetto al tributo. La Sentenza 24 novembre 2016, n. 23998 della quinta sezione, ad esempio,

Cessione di fabbricato strumentale in corso di lavorazione: effetti iva nella vecchia (e nella nuova) normativa.

La Corte di Cassazione con la sentenza 18 novembre 2016, n. 23499 ha deciso su un caso relativo al trasferimento di un immobile in corso di costruzione, potenzialmente strumentale ma ancora non idoneo allo scopo, ad un consumatore finale. La questione riguardava una normativa IVA poi modificata, ma se i principi sono validi sempre (e

Conflitto legge regionale – legge nazionale: la Corte Costituzionale interviene sulle agevolazioni per il bollo delle auto storiche della Regione Veneto.

La sentenza della Corte Costituzionale del 22 novembre 2016 n. 242, conformemente a quanto in precedenza verificatosi con la sentenza n. 199 depositata il 21 luglio scorso per le leggi regionali dell’Umbria e della Basilicata, ha dichiarato illegittimo un articolo della legge regionale di stabilità del Veneto per il 2015 (art. 2 della legge della

Antieconomicità non significa evasione, se essa è spiegabile con il riferimento alle strategie aziendali.

Ogni tanto capita di vedere vicende processuali che finiscono davanti alla Suprema Corte riguardanti accertamenti basati su presunzioni astrattissime e su ragionamenti inconsistenti. Eppure l’Agenzia percorre tre gradi di giudizio (nel caso specifico tutti conclusi con sentenze sfavorevoli) per affermare questi schemi presuntivi. E c’è davvero da chiedersi se non sia arrivato il tempo di