Impugnabile in commissione l’esito del controllo formale ex art. 36-ter.

La comunicazione dell’esito del controllo formale ex art. 36-ter del DPR 600/73 costituisce un atto impugnabile in commissione tributaria. Lo afferma la Corte di Cassazione nella Ordinanza 28 luglio 2015, n. 15957. La Corte ricorda come nella propria elaborazione giurisprudenziale abbia più volte affermato, a partire dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 16293/07, che, in

Omesso versamento ritenute e sanzioni penali: da considerare la crisi aziendale e il comportamento dell’imprenditore.

Secondo la Corte di Cassazione, III Sezione Penale (sentenza n. 31930 del 22 luglio 2015) l’imprenditore che non paga le ritenute previdenziali perché l'azienda è in crisi non sempre è da sanzionare penalmente. Non si configura infatti il delitto di cui all’art. art. 10-bis del DLgs. 10.3.2000 n. 74, in presenza di crisi aziendale e

Il classamento catastale va impugnato in commissione tributaria, indipendentemente dai soggetti che ne hanno interesse.

Le Sezioni Unite Civili, con Ordinanza depositata il 21 luglio 2015 risolvono un regolamento di giurisdizione relativamente ad una vicenda piuttosto curiosa. Si tratta di un contenzioso che coinvolge un Comune, l’Amministrazione provinciale ed il servizio catasto della Provincia. Il Comune si è rivolto alla competente Commissione Tributaria di 1° grado impugnando la nuova rendita catastale attribuita

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Riflessi della modifica delle conseguenze tributarie delle operazioni soggettivamente inesistenti sul piano fiscale e su quello penale.

Passaggio giurisprudenziale importante quello della Sentenza 21 luglio 2015, n. 31628 della Corte di Cassazione. In ambito penale e quindi con riferimento al reato di cui art. 2 del D. Lgs. 74/00 si pone il problema di valutare con riferimento alla normativa tributaria, le conseguenze in tema di recupero di materia imponibile nel caso di

Accertamento basato sugli studi di settore: l’Agenzia deve precisare i motivi per cui non ha accettato le ragioni del contribuente in contradditorio.

La Sentenza 15 luglio 2015, n. 14793 della Corte di Cassazione offre alcuni spunti di interesse. In particolare si segnala la parte della motivazione in cui la Corte affronta l’ecceziione dell’Agenzia delle Entrate formulata ex art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c. ipotizzando violazione e falsa applicazione di legge in relazione agli artt. 42 D.P.R.

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